La Nuova Sardegna

Oggi i settant’anni di Diane Keaton

Dal debutto sfolgorante nella Off Broadway alle pellicole con Woody Allen

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ROMA. Oggi Diane Keaton, quattro volte candidata all'Oscar (una la statuetta vinta, per «Io e Annie» di Woody Allen, nel 1978), compie 70 anni.

Un'intera generazione di inguaribili Peter Pan che si è specchiata nel suo sorriso sbarazzino e nei suoi improbabili vestiti da intellettuale in gita, si dovrà rassegnare: l'eterna ragazza diventa una signora. Lei lo ha capito già da anni e ha modificato il suo personaggio e la sua carriera con talento e inventiva.

Nata a Santa Ana, sobborgo di Los Angeles, il 5 gennaio 1946, da ragazza ha il battesimo del fuoco in palcoscenico con «Un tram che si chiama desiderio», ma il primo successo personale viene con «Hair» nella Off Broadway. Ed è qui che si mette in mostra fino a incuriosire Allen che, dopo un'audizione, la seleziona per il suo spettacolo teatrale «Provaci ancora Sam». È il 1969 e Diane Hall, che nel frattempo ha scelto il nome della madre e si fa strada come Diane Keaton, è già pronta per il grande salto dal teatro al cinema. Debutterà un anno dopo con «Amanti ed altri estranei» di Cy Howard in un ruolo minore; ma il successo della commedia di Allen attira Francis Ford Coppola che le propone il ruolo dell'irlandese Kay Adams, la moglie di Michael Corleone nella saga de «Il padrino». Diane non ha nemmeno 30 anni e in pochi mesi entra nella storia del cinema con il film di Coppola e nei cuori degli americani con la versione per su grande schermo di «Provaci ancora Sam», firmata da Herbert Ross in quello stesso 1972. Cinque anni dopo, sicura della sua popolarità, acclamata musa del suo compagno (reciterà con Allen in ben otto film, anche dopo la fine della loro storia), Diane Keaton va incontro nuovamente a una doppia svolta professionale: nel 1979 vince l'oscar per «Io e Annie» e recita nel film di Richard Brooks «In cerca di Mr. Goodbar» che la pone all'antitesi del suo personaggio più amato.

Solitaria, randagia, pronta al sesso facile, Keaton qui è quasi irriconoscibile per i suoi fan, ma conquista la stima dei critici che imparano a separarla dal suo mentore e ritrovano la forza e l'indipendenza di spirito dell'attrice da lei più amata e imitata, Katharine Hepburn. Dopo un doppio incontro «alleniano» che lascerà il segno tra i rovelli morali di «Interiors» e la poesia visiva di «Manhattan», Diane scioglie l'ultimo cordone ombelicale e nel 1981 raggiunge sul set (poi anche nella vita) Warren Beatty per «Reds».

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