La Nuova Sardegna

Progetto Bulgas

La rete viaggia nei cantieri del gas

La rete viaggia nei cantieri del gas

I lavori, partiti un anno fa, stoppati per i guai della Cpl Concordia

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SASSARI. Uno dei progetti regionali che si innesta nella logica prevista dall’Ade (Agenzia digitale europea) è quello del progetto Bulgas, affidato dalla Regione alla società Cpl Concordia.

L’idea è quella di realizzare una rete Ngan (Reti di accesso di nuova generazione), sfruttando la concomitanza dei lavori per la metanizzazione del territorio sardo. I lavori sono partiti all’inizio del 2015 in una trentina di cantieri, quanti sono i bacini di ripartizione del territorio regionale.

Avviati i cantieri, la società modenese era stata sottoposta a interdittiva antimafia il 29 aprile 2015 come effetto delle indagini giudiziarie partite in uno dei bacini di metanizzazione della Campania.

Poco meno di un mese più tardi, il controllo di Cpl era passato nelle mani dei commissari prefettizi che hanno avviato il processo di salvaguardia degli appalti in capo alla società modenese.

Dopo un periodo di grave difficoltà, durante il quale la società non era in grado di sostenere gli impegni presi con i creditori, la situazione si era risolta nei mesi successivi, quando la società è stata reinserita all’interno della white list.

Pochi giorni prima del Natale 2015, i responsabili della società hanno partecipato a una serie di incontri tecnici con le amministrazioni comunali interessate dai lavori (uno si è svolto nel Comune di Porto Torres), per apportare alcune modifiche al progetto.

Infatti, il Bulgas è un’idea vecchia di circa 10 anni. Per vedere ripartire i lavori manca soltanto la firma del contratto tra Cpl e Regione. Pare che la società abbia chiesto espressamente delle garanzie prima di far partire i cantieri e ritrovarsi richieste di liquidazione di lavori senza un contratto in mano.

La pratica è in mano all’assessorato regionale agli Affari generali. Non resta che incrociare le dita. (s.s.)

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