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Isole minori, subito le offerte per le rotte

Isole minori, subito le offerte per le rotte

Tirrenia e Delcomar dovranno presentare in questi giorni le loro proposte commerciali alla Regione

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CAGLIARI. Ancora qualche settimana per capire chi sarà l’erede della Saremar. Le due compagnie che hanno presentato le offerte per coprire le rotte per La Maddalena e San Pietro devono definire nei dettagli la loro proposta. A contendersi il futuro delle tratte sono la Delcomar di Franco Del Giudice e la Tirrenia di Vincenzo Onorato. Una delle due sarà scelta dalla commissione tecnica e dal 1 aprile 2016 coprirà i collegamenti. Chi vince si assicurerà anche i 13 milioni di euro che la Regione mette sul piatto. Ma per il vincitore c’è anche un altro quasi obbligo, riassorbire il personale che ora viaggia con i traghetti della Saremar e che dal 30 marzo si troverà senza un lavoro. In tutto ora sono 167, ma una parte andrà in pensione. I sindacati sono in prima linea proprio per difendere i posti dei marittimi. Dopo la battaglia, persa, perché la Regione in qualche modo salvasse la Saremar, i sindacati ora sperano che la fine della compagnia non faccia colare a picco anche chi lavora su queste navi.

I traghetti sono già stati acquistati, in un asta separata, dalla Delcomar, che già copre una parte delle rotte sulla Maddalena e su San Pietro. Ora resta da capire chi presenterà l’offerta migliore e si aggiudicherà quelle in convenzione.

Da aprile sostituirà la Saremar che sparira. Una scelta obbligata da parte della Regione, perché la compagnia è in concordato fallimentare. A condannarla alla fine l’Ue che ha considerato i 10 milioni di euro dati dalla Regione durante il periodo della Flotta Sarda alla società per ripianare un buco nei bilanci. Procedura che per l’Europa è un aiuto di Stato. Per questo Bruxelles ha condannato la Saremar, di proprietà della Regione, a restituire i soldi alla Regione. Un paradosso che non spostato di un millimetro gli euroburocrati. E sempre l’Europa ha imposto che le rotte per la Maddalena e San Pietro andassero assegnate attraverso una gara internazionale.

Due decisioni che di fatto hanno condannato al fallimento la società controllata al 100 per cento dalla Regione.

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