La Nuova Sardegna

Nuove adesioni alla maxi colletta

di Gian Mario Sias
Nuove adesioni alla maxi colletta

Assicuratori, lavanderie, cittadini, la lista di chi sostiene la raccolta si allarga

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ALGHERO. Gli ultimi a sposare il progetto sono stati alcuni grossi gruppi assicurativi, le lavanderie industriali e le aziende della grande distribuzione. Le adesioni al Fondo straordinario per il sostegno al traffico aereo sul Riviera del corallo cresce. Alghero fa la parte del leone, nella città catalana la mobilitazione coinvolge davvero tutti, dai commercianti ai ristoratori sino ai cittadini.

Ma l’interesse di categorie economiche sempre più varie si spande sul territorio. «L’importanza strategica di quello che si sta facendo è chiara a tutti», è la constatazione di Stefano Visconti, presidente territoriale di Federalberghi Confcommercio e ispiratore del progetto per la creazione di un fondo con cui le imprese sarde vogliono assicurarsi un adeguato approvvigionamento di voli. «Per la nostra economia, e non solo quella turistica, è un bene primario – spiega Visconti – noi facciamo la nostra parte affinché gli aerei continuino a viaggiare sui nostri cieli». Quando è stata annunciata l’apertura del conto bancario dedicato, albergatori e operatori del sistema ricettivo extra-alberghiero – i primi a unirsi e a credere di doversi rimboccare le maniche – avevano fissato un obiettivo: 1milione di euro entro gennaio. Oggi quella cifra è poco più che un simbolo, nel senso che da sola non risolverebbe il problema e non basterebbe per convincere Ryanair a rinunciare il proprio disimpegno in Sardegna e in particolare nello scalo di Fertilia. Ma la credibilità del percorso intrapreso, che ha motivato l’intero sistema economico a rispondere positivamente all’appello rilanciato la scorsa settimana dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna, dipende anche dalla capacità di far capire ai vettori interessati a volare da e per l’isola che non si sta scherzando. L’obiettivo, insomma, è stato già superato dalla consapevolezza di aver messo in moto un processo irreversibile «attraverso cui anche chi non opera nel turismo e persino i semplici cittadini hanno maturato la consapevolezza di dover fare la loro parte», insiste Stefano Visconti. «Attraverso la continuità territoriale o altre forme di finanziamento – conclude – la realtà è che in Sardegna, in assenza di grandi numeri che attraggano gli operatori, il trasporto aereo è sempre stato pagato». E per continuare a farlo servono soldi.

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