«Piace alla destra, non ti fa sentire inferiore ai radical chic»
NUORO. Bruno Murgia è stato deputato e consigliere regionale, è un esponente di punta della destra sarda, oggi presidente dell’Isre di Nuoro. Sente una simpatia naturale per il comico pugliese....
NUORO. Bruno Murgia è stato deputato e consigliere regionale, è un esponente di punta della destra sarda, oggi presidente dell’Isre di Nuoro. Sente una simpatia naturale per il comico pugliese.
«Checco Zalone piace a tutti ma in particolare alla destra, perché non è radical chic, non ti giudica, non tenta di farti sentire inferiore perché non hai una fila di Adelphi nelle mensole... Oppure non ti tratta come specie rara se scopri che, al contrario, sei di destra e colto – precisa Bruno Murgia –. Ma il punto è pure un altro: le etichette con Zalone saltano, la destra e la sinistra sono ideologie sconosciute. Siamo in un altro mondo senza confini, un mondo di precari e di classe media al ribasso, dove ognuno si arrangia come può». Per Murgia esistono anche dei raffronti con altri film. «Io ho fatto un paragone con gli antipaticissimi personaggi del “Nome del figlio” di Francesca Archibugi. Una famiglia borghese e di sinistra va in tilt perché un loro fratello per scherzo dice di voler chiamare il proprio figlio Benito. Viene giù il mondo. E i dialoghi, gli atteggiamenti, i maglioncini di cachemire ti viene da detestarli. E detesti proprio loro, i personaggi, per quello che dicono, per gli ipocriti che sono». C'è però anche una riflessione da fare per Murgia: «Zalone è grande nel ritrarre i tic degli italiani, ma viene fuori anche il ritratto di una nazione pericolosamente indietro, senza sfide sociali al suo interno, dove tutto si gestisce con i vecchi metodi della prima repubblica. Dove si teorizza che la democrazia sia stata salvata dall’assunzione di migliaia di impiegati statali. In questo senso Zalone è impietoso e sembra che niente possa mai cambiare. Non è certo però un cinema da denuncia sociale o che possa minimamente essere affiancato ai grandi del passato. E non c'è neanche quel briciolo di malinconia che ha caratterizzato il cinema di Troisi o di Verdone». «Ma il successo – conclude Murgia – dipende anche da semplici fattori empatici: Zalone è proprio simpatico. È uno di noi. Uno che trovi allo stadio la domenica, al bar sotto casa. Che ride, è aperto. Qualcosa che ti riscalda nel mondo duro e spesso incomprensibile nel quale viviamo». (p.cu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google