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«Antonio era buono e gentile, l’altro invece era pericoloso»

dall’inviato
«Antonio era buono e gentile, l’altro invece era pericoloso»

LULA. Un uomo mite e altruista, la vittima. Introverso e di carattere instabile il presunto assassino. Ieri, davanti al teatro dell’omicidio, in via Dei Mille, i cittadini di Lula hanno dimostrato...

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LULA. Un uomo mite e altruista, la vittima. Introverso e di carattere instabile il presunto assassino. Ieri, davanti al teatro dell’omicidio, in via Dei Mille, i cittadini di Lula hanno dimostrato tutta la solidarietà alla famiglia dell’ucciso. Hanno fatto compagnia all'unica sorella, un'infermiera che dopo una vita di lavoro nel nord Italia, ha deciso di tornare a casa. Non vivevano insieme ma erano in buoni rapporti.

Stretta nel suo cappotto marrone, ha ricevuto l’abbraccio dei compaesani che hanno cercato di confortarla fino all’arrivo del carro funebre che ha portato via il cadavere del fratello alla volta dell’obitorio dell’ospedale San Francesco, dove (forse oggi) verrà effettuata l’autopsia. Il sindaco Mario Calia non si è spostato un attimo dal luogo dell'omicidio. Dispiaciuto ha ricordato di Antonio Longu: «Era un uomo semplice, buono e molto generoso. Era amico di tutti. Questa ennesima tragedia non ci voleva. Ancora un omicidio a solo un anno dall’ultimo. Un ennesimo colpo per la nostra comunità che sperava di iniziare in maniera diversa il 2016». Altri, invece, confermando la descrizione del primo cittadino su chi era la vittima, si sono voluti soffermare anche sulla figura del presunto omicida. «Un uomo sempre solo. Non aveva rapporti con nessuno. Avevamo anche paura di guardarlo in faccia perché era molto permaloso. Non capiamo – hanno aggiunto – perché potesse essere armato. E come mai, dopo il fatto della moglie accaduto in Germania, fosse già in libertà». Vicende giudiziarie sulle quali i cittadini di Lula fanno solo un rapido cenno. Ma più volte hanno cercato di capire il motivo per cui, un uomo ai loro occhi tanto pericoloso, potesse muoversi armato senza alcun problema, minacciando di continuo e cercando di intimorire chi incontrava sulla sua strada. Poi di nuovo a parlare della vittima: «Glielo dicevamo a Mustazzu di non fidarsi e di evitarlo quello lì. Non doveva abboccare alle sue provocazioni. E questo è il risultato». Una donna aggiunge: «Non ci credo sia potuto accadere, mi dispiace tanto. Era una persona perbene e non meritava questa fine. Una vita di lavoro e poi...».

Antonio Longu oltre ad esser persona mite e gentile era anche un uomo di cultura. Era appassionato di tradizioni popolari, conosceva poesie e leggeva in continuazione. Amava la campagna dove si recava quotidianamente. In località “Masicare”, tra Lula e Onanì, infatti, aveva un orto che curava e amava. Lo avrebbe fatto anche ieri mattina se il suo assassino non lo avesse fermato per sempre. (k.s.)

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