Terroristi islamici, Calderoli e Maroni li manderebbero all'Asinara

I due esponenti leghisti hanno definito positiva la proposta di Donato Capece, del sindacato autonomo della polizia penitenziaria. Durissime le reazioni politiche in Sardegna, comprese quelle dei leghisti sardi

SASSARI. «Portiamo i terroristi all'Asinara, facciamolo per la nostra sicurezza nazionale, ma anche come deterrente per i potenziali jihadisti, in modo che sappiano cosa li aspetta in caso di cattura, ovvero un carcere duro e l'isolamento totale dal mondo esterno». Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord. Calderoli dice di condividere «pienamente la proposta lanciata oggi dal segretario del sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, Donato Capece, di utilizzare il vecchio carcere di massima sicurezza dell' Asinara, quello usato negli anni '80 e '90 per i detenuti più pericolosi, per i boss della mafia e i capi delle Brigare Rosse, per rinchiudervi i terroristi islamici». «E, aggiungo io, anche i tanti predicatori di odio presenti sul nostro territorio, quelli che istigano alla jihad sul web o nei loro sermoni del venerdì» conclude il senatore del Carroccio». 

Durissime le reazioni del mondo politico sardo e nazionale, ma anche di Legambiente.

Daniele Caruso (Noi con Salvini). I leghisti sardi si smarcano dai loro leader nazionali e non avallano l'idea di riaprire il carcere dell'Asinara per rinchiudere i jihadisti. «Siamo certamente per il carcere duro per i terroristi - dice il coordinatore regionale di Noi con Salvini, Daniele Caruso - non crediamo, pertanto, che sia utile mandarli in un carcere-paradiso come sarebbe quello dell Asinara, ormai parco nazionale. Inoltre, l'insularità della Sardegna, che rende difficili le condizioni di vita degli abitanti, specialmente in tempi di crisi, non può essere un argomento per considerare la spedizione in Sardegna di rifiuti tossici o di delinquenti, un modo per tenere pulito il resto dell'Italia». 

Silvio Lai (PD).  «Ci sono argomenti su cui non è il caso di scherzare e tanto meno di fare proposte irricevibili - dice il parlamentare sardo - Non si scherza sul terrorismo internazionale di matrice religiosa che è questione seria e delicata e in questi termini dunque deve essere affrontata. Bisogna sicuramente individuare sul piano internazionale efficaci azioni di prevenzione e contrasto degli atti terroristici ma - precisa l'esponente del Pd - non si può di certo pensare che una soluzione possa essere rappresentata dal luogo scelto per la detenzione o dal livello di isolamento, magari come iniziativa di un solo Stato come l'Italia». E al vice presidente del Senato Lai ricorda che l' Asinara «è da venti anni un Parco nazionale e dunque non potrà più essere utilizzato per fini o funzioni non legate alla sua valorizzazione e tutela. La Sardegna - sottolinea - per tanti, troppi, anni ha dovuto fare a meno di una risorsa come l'isola dell' Asinara. Pensare di utilizzare quello che oggi è un Parco Nazionale come luogo di detenzione significa cercare di rimandare indietro le lancette del tempo. È inaccettabile soprattutto per i cittadini di quel territorio che hanno lottato per decenni per chiudere quell'infausto luogo di detenzione».

Ugo Cappellacci (FI). «Basta. Si rassegnino una volta per tutte: l'Asinara non sarà mai più un carcere». Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando la proposta del segretario del Sappe rilanciata oggi da Calderoli. «Quella dell'Asinara come sito per detenuti è una storia chiusa - ribadisce l'ex governatore - e la Sardegna ha già avviato un percorso orientato al turismo sostenibile, che auspichiamo prosegua nonostante il cambio di maggioranza in Regione e la vicenda del commissariamento infinito della Conservatoria delle Coste».

Giorgia Meloni (Fdi). Chi fosse eventualmente rinchiuso per atti di jihadismo andrebbe detenuto in regime di 41 bis, il luogo però non potrebbe essere il carcere dell' Asinara, chiuso nel 2002, oggi parco nazionale». Così all'Ansa il segretario nazionale di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, sull'ipotesi rilanciata oggi dal senatore leghista Roberto Calderoli di rinchiudere i terroristi islamici nell'ex carcere di sicurezza sardo. La proposta, fatta propria su Twitter anche dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, non è condivisa da Giorgia Meloni che ritiene, invece, che «la Sardegna ha quanto mai bisogno di attrarre turismo».

Mauro Pili (Unidos). Jihadisti all'Asinara? «Certo che no, l'Isola è un parco naturale, non una discarica di terroristi». Così il deputato di Unidos Mauro Pili commenta la proposta choc lanciata dal vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. Secondo il parlamentare sardo, «Calderoli lancia, per dirla con il suo gergo, una proposta 'porcata'. Si tratta della solita battuta da osteria, bene farebbe a ritrattare questa stupidaggine ciclopica. Qui accettiamo solo turisti e respingiamo al mittente esternazioni gratuite e stupide. Spiace sapere che anche Calderoli alla pari di Renzi ed altri considerino la Sardegna una discarica di mafiosi e terroristi». 

Legambiente. «Respingiamo con fermezza la proposta assurda di riaprire il carcere e assicuriamo l'impegno dell'associazione per potenziare il positivo processo di valorizzazione ambientale». Lo dichiara la presidente regionale Annalisa Colombu in merito all'idea di rinchiudere i terroristi islamici all' Asinara rilanciata dal senatore Calderoli. «Bisognerebbe informarlo - ricorda l'esponente ambientalista - che la Sardegna e lo Stato negli anni '90 con il sostegno forte delle comunità locali hanno deciso di chiudere il carcere e istituire, nel 1998, il Parco Nazionale che sta qualificando le risorse ambientali e naturalistiche dell'isola per farlo diventare tra i più belli del Mediterraneo». 

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