La Nuova Sardegna

Concerto di clacson: allo sbarco si fa festa

Il racconto dei passeggeri sulla Moby: «Assistenza buona, pranzo e cena gratis, disagi limitati»

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SASSARI. Un’ora a ballare tra le onde, altre 25 trascorse sulla nave, in attesa di rientrare finalmente a casa. Un viaggio lunghissimo, per i 300 passeggeri a bordo della Moby Wonder, saliti sul traghetto alle 20 di lunedì e sbarcati solo ieri alle 22.30 al porto di Olbia. Facce stanche ma non arrabbiate all’Isola Bianca: «Siamo stati trattati bene – raccontano i viaggiatori – non possiamo lamentarci».

L’avventura ha inizio poco prima delle 21 di lunedì. Quando i passeggeri e i mezzi sono stati imbarcati, arriva la notizia: non si parte, all’uscita del porto di Livorno ci sono onde alte 8 metri e mare in burrasca. Protestano soprattutto i camionisti: molti di loro sono arrivati da Genova, dal porto che a causa delle condizioni meteo è stato chiuso prima di quello toscano. Erano sicuri di poter rientrare in Sardegna. Niente da fare, lo scalo viene chiuso ma nessuno può scendere: «Ci hanno detto che se il vento si fosse calmato saremmo partiti, per questo siamo rimasti sulla nave», racconta Franco Cherchi, di Nuoro, al rientro da Varese. Nell’attesa a tutti i passeggeri è stata assegnata una cabina, anche a chi aveva prenotato il passaggio ponte o la poltrona. Un sollievo, perché tutti hanno potuto dormire in un letto comodo. «Al risveglio – continua Franco – ci hanno detto che la situazione non era cambiata, perché il vento soffiava ancora a 50 nodi e in quelle condizioni sarebbe stato impossibile uscire dal porto». L’attesa continua, tra la colazione e le chiacchiere tra i passeggeri che fanno amicizia. Tra loro c’è anche Ilenia Mureddu, di Borore, che viaggia con il marito e la figlia Emily, 15 mesi appena. «La bimba per fortuna ha dormito moltissimo – racconta Ilenia quando la nave sta per arrivare a Olbia –, il viaggio è stato lungo ma è andata bene, meglio del previsto». Anche perché la compagnia ha offerto ai passeggeri il pranzo e la cena «un primo, un secondo e un contorno a scelta più l’acqua», dice Franco, e ha garantito assistenza ogni momento. La notizia della partenza è arrivata mentre i viaggiatori pranzavano nel ristorante: «All’altoparlante hanno detto che alle 14.30 avremmo iniziato la manovra di uscita dal porto di Livorno». Ed è stato questo il momento più difficile: «Il vento soffiava a 37 nodi ma le onde erano altissime. Per un’ora – dice Franco – abbiamo sudato freddo». Lasciato il porto la situazione era più tranquilla: il traghetto ha costeggiato la Corsica e da lì,ha raggiunto Olbia. Tutti a terra e gesto liberatorio: i camionisti festeggiano strombazzando i clacson.

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