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L’inchiesta ritorna a Pilia, ma Marchetti ha un piano B

CAGLIARI. Indietro tutta: l’inchiesta-bis sul teatro lirico, con il sindaco Massimo Zedda indagato per 17 abusi d’ufficio, è tornata nelle mani del pm Giangiacomo Pilia. Ieri il procuratore capo...

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CAGLIARI. Indietro tutta: l’inchiesta-bis sul teatro lirico, con il sindaco Massimo Zedda indagato per 17 abusi d’ufficio, è tornata nelle mani del pm Giangiacomo Pilia. Ieri il procuratore capo facente funzioni Gilberto Ganassi ha depositato il provvedimento col quale viene revocata la decisione dell’ex procuratore Mauro Mura di sottrarre la delega d’indagine a Pilia a causa di presunti mancati approfondimenti su un esposto presentato a giugno 2015 dal consigliere d’amministrazione della Fondazione Mario Marchetti. Le osservazioni di replica firmate da Pilia devono aver convinto Ganassi. Se il confronto dovesse chiudersi qui non ci saranno ripercussioni, l’impressione diffusa è un’altra: secondo voci che Marchetti non intende confermare sarebbe già pronto il piano B. Di che cosa si tratti è impossibile prevederlo. Certo è che Marchetti fa ancora parte del consiglio d’indirizzo del Lirico e l’ipotesi d’accusa di diffamazione a mezzo stampa che lo riguarda - a querelarlo è stato l’attuale direttore artistico Mauro Meli - sembra indurlo a intervenire in una battaglia senza esclusione di colpi. A cominciare dall’esposto di giugno e della memoria difensiva consegnata in Procura a dicembre, 130 pagine fitte di riferimenti a fatti che riguardano sia l’attuale gestione del teatro che quelle precedenti. Marchetti ipotizza che siano stati commessi reati, legati a una gestione economica e a scelte non sempre trasparenti. (m.l)

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