La Nuova Sardegna

Accelerata sugli Enti locali Ma scoppia il caso Gallura

di Umberto Aime
Accelerata sugli Enti locali Ma scoppia il caso Gallura

Il centrosinistra esce dall’accerchiamento: la settimana prossima il voto finale Strappo di Meloni (Pd) e Zanchetta (Upc): «Olbia sacrificata da strani accordi»

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CAGLIARI. Il miracolo c’è stato con tre articoli approvati in un solo giorno. Grazie al nuovo passo, è e sarà molto più svelto, e alla rottamazione in serie di oltre200 emendamenti, addirittura il Consiglio regionale potrebbe approvare la riforma degli Enti locali alla fine della prossima settimana. Però l’evento soprannaturale, è costato caro alla maggioranza di centrosinistra. Sulla mancata promozione della Gallura da rete urbana ad aggregazione metropolitana, così sarà per Sassari, si è spaccata. Fino al punto che se con i prossimi articoli non arriverà il «dovuto risarcimento», i due consiglieri regionali del Nord-Est in maggioranza – Giuseppe Meloni (Pd) e Pierfranco Zanchetta (Cpc-Upc) potrebbero non votare la legge e rimarcare lo strappo. Serve però un po’ d’ordine per raccontare meglio questa doccia scozzese del giovedì.

Velocità ritrovata. La Giunta aveva annunciato che avrebbe contrattaccato per uscire dall’angolo in cui l’aveva cacciata il centrodestra e lo ha fatto. Con diversi emendamenti sostitutivi totali, sono quelli che se approvati azzerano tutti gli altri in coda allo stesso articolo, ha disinnescato l’ostruzionismo, o qualunque altra strategia fosse, dell’opposizione. Che non si è arroccata in chissà quale resistenza passiva: sarebbe stata inutile, ormai «la legge è andata» – è stato il commento – anche «se continueremo a ripetere: è incostituzionale, disastrosa, confusa», per aggiungere la novità: «È persino clientelare». Dopo lo sfogo finale del centrodestra, il primo a mettere in evidenza «un innegabile cambio di marcia» è stato l’assessore Cristiano Erriu fino a quel punto molto paziente. «Apprezzo la velocità ritrovata – ha detto – e finalmente non saremo più l’ultima regione a non aver recepito la legge nazionale sul dopo Province». Per poi ribadire: «Se non ci saranno altri intoppi, ad aprile la nostra riforma sarà operativa e nel frattempo metteremo al sicuro il personale e i servizi degli ex Enti intermedi».

Spaccatura confermata. Lo strappo di cui da sempre si sapeva s’è materializzato quando la maggioranza ha bocciato l’emendamento trasversale firmato da tre consiglieri del centrosinistra (Meloni, Zanchetta e il cagliaritano Raimondo Perra del Cpc-Psi, che però uscirà dall’aula al momento del voto) e da uno del centrodestra – Giuseppe Fasolino (Fi) – tra l’altro assente giustificato: ha una gamba fratturata. L’emendamento aveva lo scopo di abbassare il tetto degli abitanti per costituire una rete metropolitana (da 150mila a 80mila) per permettere così anche ad Olbia di mettere su la sua con il resto della Gallura e «vedersi riconosciuto nella forma un ruolo strategico e istituzionale». Il relatore di maggioranza Roberto Deriu (Pd) ha chiesto che l’emendamento fosse ritirato, la risposta è stata un no secco. Per soli nove voti, (20 a 29) è arrivata subito dopo l’inevitabile bocciatura ma che non è stata accettata in silenzio dai ribelli. «Il Nord-Est – la sciabolata di Meloni – ancora una volta è stato mortificato, umiliato e relegato a essere qualcosa d’inesistente senza risorse, nè forza politica e istituzionale. Purtroppo la Gallura è stata sacrificata per prima sull’altare di una chiara scelta che accentra il potere su Cagliari». E a scaricarla – sempre secondo Meloni – sono stati anche i consiglieri regionali del centrosinistra di Sassari: «Si sono accontentati delle briciole avute in dono dalla Giunta», è stato l’altro fendente. Invece Zanchetta ha scelto l’ironia prima delle legnate: «Si vede che la Gallura è considerata troppo in crescita per una Regione impegnata quanto pare a pensare ad altro. Da sempre sappiamo camminare con le nostre gambe e continueremo a farlo, ma avevamo bisogno di un riconoscimento. Non c’è stato dato e l’errore è clamoroso». Per chiudere con un messaggio carico di presagi: «Il Pd ha perso una grande occasione che potrebbe riflettersi in negativo sul prossimo governo di Olbia». È una minaccia? No, più che altro sembra essere una pesante promessa elettorale.

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