Crac di Epolis: parte civile trenta giornalisti
CAGLIARI. Ammessa la costituzione di parte civile di oltre trenta giornalisti ed altri ex dipendenti del gruppo editoriale Epolis: il gup Giovanni Massidda ha accolto l'istanza degli avvocati...
CAGLIARI. Ammessa la costituzione di parte civile di oltre trenta giornalisti ed altri ex dipendenti del gruppo editoriale Epolis: il gup Giovanni Massidda ha accolto l'istanza degli avvocati Roberto Cau e Giuseppe Putzu che rappresentano i cronisti. È entrata dunque nel vivo l'udienza preliminare per la presunta bancarotta che avrebbe provocato un crac da 130 milioni di euro col fallimento sia della società Epolis che pubblicava numerosi giornali in tutta Italia, che della Publiepolis, l'agenzia di raccolta pubblicitaria del gruppo. L'udienza è poi stata rinviata al prossimo 9 febbraio, quando saranno sentiti i primi testimoni, mentre il 31 marzo inizierà la discussione del pm Giangiacomo Pilia che ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Tra questi spiccano l'ex editore Nicola Grauso e il suo successore Alberto Rigotti. L'indagine della Procura era nata dopo il fallimento delle due società e, due anni fa, era deflagrata con gli arresti da parte della Guardia di Finanza, su ordine di custodia cautelare del Gip, dei dirigenti societari Alberto Rigotti (65 anni, di Milano), Sara Cipollini (43, di Milano) e Vincenzo Maria Greco (70, di Roma). Chiuse le indagini preliminari, il magistrato inquirente aveva poi sollecitato la richiesta di rinvio a giudizio anche del fondatore della free-press Grauso (66 anni). Il fallimento fece perdere il lavoro ad un centinaio di giornalisti e impiegati nella società editrice.
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