Finanziaria e sanità il partito dice sì al piano della Giunta
ORISTANO. La polpa della direzione del Pd è stata abbandonante. I due assessori convocati per spiegare il bilancio e la riforma della sanità, Raffaele Paci e Luigi Arru, hanno ricevuto più di un...
ORISTANO. La polpa della direzione del Pd è stata abbandonante. I due assessori convocati per spiegare il bilancio e la riforma della sanità, Raffaele Paci e Luigi Arru, hanno ricevuto più di un applauso. Meno rumorosi per la Finanziaria, molto più appassionati quelli a favore del «cambio di passo nella salute». La differenza sta tutta nella passione con cui Arru ha sostenuto le sua rivoluzione («sarà impopolare ma dobbiamo farla») e preteso che «la maggioranza e il Pd lo sostengano al di là dei localismi cosa che in passato non sempre è avvenuta». È stato così diretto, l’assessore, che Soru alla fine gli dirà in pubblico: «Luigi, stai sereno, ti sosterremo. Sei uno dei nostri». È stato molto più complicato per i presenti discutere invece dell’aumento delle tasse, legato a doppio filo con il disavanzo della sanità. Chicco Porcu ha detto: «Se per noi è chiaro che il sacrifico va fatto o sarà un disastro, dobbiamo farlo capire bene anche ai sardi per evitare che ci si rivoltino contro proprio perché non hanno ricevuto bene il messaggio della necessità». Con le elezioni amministrative fra pochi mesi, ha aggiunto Giulio Calvisi «dobbiamo tenere sempre in mente il clima sociale e se è vero com’è vero che abbiamo abbassato le aliquote a i redditi più bassi, dobbiamo essere orgogliosi di dirlo nelle piazze e in ogni occasione. Se non lo dovessimo fare, commetteremo un errore politico». Il passaggio è stato ripreso dal segretario Soru nella relazione finale dopo che Tore Cherchi aveva detto: «Non è di sinistra sostenere le spese improduttive, mentre lo è avere in conti in ordine». La sintesi del segretario è stata questa: «Alla Giunta dobbiamo riconoscere di aver chiuso bene la Vertenza entrate, ora abbiamo il gestito fiscale che ci spettava e ottenuto grazie all’accordo (lo ha difeso con decisione) firmato con Prodi nel 2006. Ora dobbiamo trattare sugli accantonamenti: 681 milioni sono troppi. Ci servono altri soldi per rendere meno pesante un deficit della sanità che il centrosinistra ha ereditato dal centrodestra e, come sempre fa, non solo ha avuto il coraggio di denunciare ma vuole abbatterlo». (ua)
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