La Nuova Sardegna

SPESA SANITARIA

La Cisl: si scaricano i costi sui sardi

Il sindacato critica l’aumento Irpef: una colletta per coprire gli errori

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CAGLIARI. «La giunta regionale, con l’aumento dell’addizionale Irpef, scarica su 200 mila sardi anche i propri errori nella gestione della sanità regionale». Esordisce così la Cisl in una nota al vetriolo – firmata dal segretario Oriana Putzolu - sulla gestione della spesa sanitaria isolana. «Per migliorare la situazione – continua il sindacato - la Regione organizza per tre anni una colletta tra i contribuenti con un reddito lordo superiore a 31 mila euro all’anno. Una gara di generosità obbligata, dalla quale, con far play governativo, sono state giustamente escluse le fasce più basse dei contribuenti. Le responsabilità politico gestionali dell’esecutivo regionale (ritardi, rinvii, proroghe di ruoli e incarichi a livello manageriale) – secondo la Cisl - sono ormai chiare e costituiscono materia di continuo dibattito. Numeri alla mano sono molte le disfunzioni regionali nella spesa sanitaria, soprattutto quella relativa alla spesa farmaceutica. I dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) parlano chiaro. Un dato fra tutti è quello che vede la Sardegna prima in Italia per spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera nel periodo gennaio-agosto 2015: 6 punti percentuali oltre il tetto di spesa. (s.s.)

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