La Nuova Sardegna

Pd, strappo sui trasporti Cabras e Fadda disertano

di Umberto Aime

La corrente degli ex senatori non partecipa alla direzione regionale di Oristano Protesta per le accuse di Soru a Deiana. I renziani mediano: ecco il comitato dei 15

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ORISTANO. Strappo e rammendo, il Pd è fatto così. Prendere o lasciare. Ogni volta che le correnti cominciano a fare a brandelli l’unica maglia indossata, poco importa se dal 2014 è quella della maggioranza, sembra debba scoppiare sempre chissà quale guerra dei bottoni. Poi invece, con pazienza, c’è qualcuno che fa o s’inventa sarto fino a riuscire, con fatica ma in tempo, nell’impresa di riportare serenità nello spogliatoio dilaniato il giorno prima. È accaduto anche stavolta e con la solita ritualità.

Lo sbrego. Da qualche giorno i Dem nostrani si accampligliano sui trasporti dopo averlo fatto di recente sugli Enti locali e sull’edilizia in passato. Ancora una volta gli effetti collaterali della lite interna si sono visti subito, perché al Pd piace anche questo: litigare, gli iscritti preferiscono il verbo dialogare, alla luce del sole. Convocata a Oristano per discutere con gli assessori Raffaele Paci e Luigi Arru di bilancio e sanità, ventiquattr’ore fa la direzione regionale è stata disertata in massa dalla corrente Cabras-Fadda. È una delle tre gambe del partito, le altre sono i sostenitori del segretario Renato Soru e il gruppo misto formato dai renziani della prima ora e dagli ex Diesse.

Sedie vuote. Assenze pesanti e decise da tavolino da chi ha voluto rendere molto visibile il suo disappunto per gli ultimi schiaffoni del segretario ed europarlamentare all’assessore ai Trasporti Massimo Deiana sulla continuità territoriale e su Ryanair. Perché la difesa d’ufficio? La risposta è facile: due anni fa a designare Deiana in Giunta è stata proprio la corrente Cabras-Fadda, che mai lascia da soli i suoi uomini nella tempesta. Così senza i rappresentati dei due ex senatori, ad esempio non c’erano il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau e il senatore Silvio Lai, è saltata la prima riunione ufficiale del ricostituito «comitato interistituzionale» ristretto ai parlamentari, al capogruppo e ai presidenti di commissione del Consiglio regionale. Doveva essere l’anteprima della direzione per discutere dei rapporti con la Giunta («La nostra Giunta», sottolinerà poi e più volte Soru), di riforme ed elezioni amministrative. Il programma è saltato anche se poi, con un colpo di coda, la direzione potrà contare sul necessario numero legale e dar vita a una «interessante e approfondita riunione», diranno in molti. Chi non c’era stavolta ha sbagliato.

Sedie da riempire. Tranquilli però: fra una settimana ci sarà il pienone ad Oristano. Perché i renziani – questa volta la sartoria l’hanno gestita loro – sarebbero riusciti già a rammendare l’ultimo ed ennesimo strappo. Venerdì prossimo il comitato ristretto e molto politico sarà al completo. Con seduti intorno al tavolo cinque delegati per ciascuna delle tre correnti, i nomi dei quindici non si sanno ancora. Fonti ben informate hanno fatto anche sapere che «bisogna essere ottimisti sul futuro» e aggiunto: «Le previsioni annunciano il sereno». Bisognerà vedere se sarà tutto così semplice, oppure resterà ancora qualcosa delle lacerazioni di questi giorni. Forse no: nella relazione finale, Soru ha annunciato che una delle prossime direzioni sarà proprio su aerei e navi. Dunque, il confronto sarà a viso aperto e non più solo sulle colonne dei giornali. Anche se il segretario ha ribadito davanti a tutti come la pensa: «Sui trasporti in questa legislatura sono stati commessi degli errori e chi oggi sta dietro a quegli sbagli (con un chiaro riferimento alle ultime dichiarazioni del consigliere regionale Franco Sabatini, assente a Oristano) è arrivato persino a dire che dovremmo restituire la continuità territoriale al Governo. Sarebbe una scelta assurda e contraria ai principi di quell’autonomia che giustamente rivendichiamo». Venerdì prossimo la seconda direzione regionale del Pd del 2016 sarà davvero da non perdere.

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