Caritas, gli indumenti saranno confiscati
Restituito il semirimorchio sequestrato, il carico è stato pesato e trasferito alla Protezione civile
CAGLIARI. Il semirimorchio che conteneva le tonnellate di indumenti destinati alla Caritas e dirottati in Campania è stato restituito alla società proprietaria, risultata del tutto estranea ai fatti. Il carico sequestrato dal nucleo investigativo del Corpo Forestale su disposizione del pm Guido Pani è stato invece trasferito al termovalorizzatore Tecnocasic di Macchiareddu per essere pesato. La tappa successiva sarà il centro servizi della Protezione Civile, sempre a Macchiareddu, dove l’enorme mole di vestiario sarà esaminata e inventariata. Il destino finale dovrebbe essere la confisca, quindi è probabile che una volta conclusa l’inchiesta i capi d’abbigliamento ritornino nel circuito della beneficienza senza passare per la vendita.
Intanto l’indagine condotta dagli uomini del commissario Ugo Calledda va avanti: concluse le visite ai comuni di Quartu Sant’Elena, Fonni e Cagliari già questa mattina gli investigatori dovrebbero andare alla ricerca di documenti in altri municipii. Il pm Pani intende accertare se il servizio di raccolta degli indumenti da distribuite tra i poveri sia stato affidato seguendo la procedura di legge oppure no. Finora i documenti acquisiti dal Corpo Forestale sembrano dimostrare che il Comune di Cagliari ha rispettato pienamente le norme sulle procedure di evidenza pubblica, mentre quello di Quartu avrebbe accettato la proposta della ditta Eurofrip srl di Casoria senza passare per una selezione delle offerte. Questo non significa, allo stato dell’inchiesta, che siano stati commessi reati.
Gli indagati restano cinque, compreso il referente della Caritas e i titolari della società campana che hanno gestito la raccolta e la successiva vendita degli indumenti. Ma nei prossimi giorni sono attesi sviluppi importanti. (m.l)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
