Dinamismo delle imprese la Sardegna resta in coda
Secondo Creditsafe le attività più gettonate sono agente di commercio e bar Maglia nera a Oristano che perde il 18% delle aziende. Invariato il dato di Sassari
SASSARI. L’imprenditoria sarda non riesce a mettere il turbo. Lo dicono i dati di Creditsafe, che ha stilato il bilancio 2015 delle aperture delle attività su tutto il territorio nazionale. L’isola è tra le zone meno dinamiche del territorio nazionale. La maglia nera va a Oristano, che sprofonda al -18% di nuove aperture. Regge la prova Sassari che rimane stabile. Tendenza negativa per le percentuali delle altre province sarde.
La maglia nera. Il territorio che più di tutti gli altri sembra essersi rassegnato alla mancanza di una ripresa economica col turbo è l’Oristanese. Infatti, nella classifica di chi in Italia, nel 2015, ha aperto nuove attività imprenditoriali, la provincia di Oristano consegue il peggior dato nazionale: -18%. Una percentuale da capogiro che, oltre i freddi dati economici, nella vita reale significa serrande abbassate e posti di lavoro andati in fumo. Nella provincia le aperture di nuove attività imprenditoriali nel 2015 sono state soltanto 559, il 18% in meno rispetto a quanto registrato nel 2014. Con 37 nuove aperture, i bar sono stati l’attività più gettonata.
Le altre province. I dati dicono anche che nell’isola le nuove attività sono calate anche in provincia di Nuoro (-2%) e in quella di Cagliari (-3%). A bilanciare la delusione dell’Oristanese, c’è il dato stabile di Sassari, che registra una sostanziale invarianza: non perde né guadagna attività. Ma soprattutto, fa meglio di Bolzano, dove il numero di aziende aperte sono state 2.900, meno di quelle aperte nel Sassarese.
I macrodati. Guardati nel loro insieme, i dati di Creditsafe sanciscono un sostanziale pareggio nella propensione all’imprenditorialità degli italiani: erano 332.326 le nuove società registrate nel 2014, sono state 335.936 quelle aperte nel 2015. Una differenza di appena l’1%. Anche sui settori più gettonati per le nuove aperture poco sembra cambiato, tra il 2015 e il 2014: i bar al primo posto, i ristoranti al secondo, al terzo sempre le imprese che costruiscono o ristrutturano edifici, abitativi e non.
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