Soffoca la moglie e s’impicca sulle scale
Lei malata di Alzheimer, lui non accettava di vederla soffrire
INVIATO A LANUSEI. Non ce la faceva più a vederla soffrire. Ieri notte, forse preso dalla disperazione e accecato dall'angoscia di vederla continuare a vivere in quelle condizioni, Vincenzo Usai, ex emigrato di 72 anni ha soffocato la moglie, Luigia Corregu, sette anni più di lui. Poi si è tolto la vita impiccandosi nella tromba delle scale.
I due pensionati vivevano nel rione di Monti niu susu, al civico 28. Una palazzina su due piani in un vicolo ripido e stretto che collega il quartiere della parte alta di Lanusei con la circonvallazione.
A trovare i corpi senza vita dei due pensionati è stata la nipote di Usai che, come tutti i giorno, si è recata a casa degli zii per accudire la donna malata e aiutarli nelle faccende domestiche. Ieri mattina però la giovane si è preoccupata non vedendo alcun movimento e soprattutto le persiane della casa ancora chiuse alle 9 ormai passate. Ha bussato alla porta, ma invano. Si è allarmata e ha chiamato subito altri parenti. Una volta dentro, la tragica scoperta. Il corpo ormai senza vita dello zio, che si era impiccato sulle scale. Nella stanza al piano di sopra, disteso sul letto, c’era il cadavere della moglie.
Sotto choc i familiari hanno composto il numero del 118 e a seguire quello del commissariato di polizia. I medici, giunti immediatamente nella casa di Monti niu susu, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dei due pensionati e lasciare quindi spazio agli inquirenti.
Gli agenti, coordinati dal vice questore Leonardo Cappetta, hanno infatti fatto partire le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della repubblica del tribunale di Lanusei, Nicola Giua Marassi, titolare dell'inchiesta.
La dinamica dell'omicidio-suicidio non è ancora del tutto chiara. Occorrerà attendere gli esiti dell'autopsia, prevista questa mattina nell'ospedale civile, per poterla ricostruire nei particolari e stabilire l'esatta ora della morte.
Luigia Corregu non aveva segni particolari sul corpo. Da qui la prima ipotesi sulla causa del decesso: soffocamento. Non è escluso che l'uomo, una volta accertata la morte della donna, abbia poi deciso il modo di farla finita. Andare avanti senza di lei non avrebbe avuto più alcun senso.
Il tragico epilogo di una storia d'amore, iniziata quasi vent'anni fa quando Usai, dopo una vita trascorsa in Germania come emigrato, dove si sera sposato e separato (dalla ex moglie aveva avuto anche una figlia), aveva fatto rientro in Sardegna, nella sua cittadina d'origine per godersi la pensione. Aveva conosciuto la nuova moglie, Luigina Corregu, originaria dell'Iglesiente e avevano deciso di trascorrere insieme la vecchiaia.
«Era una coppia affiatata, erano felici – ha detto una vicina di casa, stretta nel suo scialle di lana – ma lei era molto malata e lui ne soffriva tanto».
L'Alzheimer e la depressione negli ultimi tempi avevano intaccato i loro progetti. Pare che Usai stesse pensando di portare la moglie in un istituto dove avrebbero potuto seguirla meglio. Ma lei non era tanto d’accordo. Vederla in quello stato lo logorava, non lo faceva più vivere. Insieme trascorrevano lunghe notti insonni. Il confine tra la luce del giorno e il buio della sera per loro ormai non esisteva più.
Ieri davanti alla casa ancora sotto sequestro, le sorelle di Vincenzo Usai non si davano pace. Sconvolte dalla tragedia si rivolgevano al fratello che non c'era più e invano gli chiedevano il perché di tale gesto. Se avesse condiviso il dolore, forse questa disgrazia si sarebbe potuta evitare.
Una storia di sofferenza e di solitudine che ha colpito e addolorato la cittadina dell'Ogliastra, in particolare i vicini della coppia che hanno atteso tutta la mattina al freddo, fino alla rimozione dei cadaveri.
Due frati francescani, dopo aver benedetto i corpi senza vita dei due coniugi, hanno voluto stringersi ai familiari e portare con la preghiera un po' di conforto in una mattina ancora più gelida e carica di dolore.
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