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Pd, tre correnti in ordine sparso

Pd, tre correnti in ordine sparso

Domani vertice dell’area Cabras-Fadda. I renziani mediano e i soriani aspettano

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CAGLIARI. Nessuna corrente, neanche quella più ostile, chiederà le dimissioni al segretario regionale del Pd Renato Soru. Non è il momento di una crisi al buio, ma «un chiarimento ci dovrà essere per forza e immediato», è la sentenza. Se fosse così, sarebbe confermata questa ipotesi: a cominciare dalla settimana prossima sarà un «Comitato di saggi» a far dar cerniera fra segreteria, direzione e Giunta. Giunta che ritornerebbe a essere al sicuro fino alle prossime amministrative, con l’atteso rimpasto politico e dunque diminuiranno gli assessori tecnici, rinviato a giugno. Blindata per qualche mese dovrebbe essere anche la poltrona dell’attuale capogruppo Pietro Cocco (nel cerchio magico di Soru), con in corsa da giugno in poi Franco Sabatini – se non dovesse essere riconfermato presidente della commissione Bilancio –, il vicecapogruppo Roberto Deriu, ma anche Gavino Manca, renziano doc, presidente della commissione Cultura. Il rimpasto delle poltrone potrebbe scattare quando – come prevede il regolamento del Consiglio – a metà legislatura è possibile (non obbligatoria) la staffetta nelle presidenze delle sei Commissioni.

La contestazione. Non ci dovrà più essere, nel Pd, un uomo solo al comando. Forse è proprio questa la prima contestazione a Soru sollevata dagli alleati di un tempo. Sarebbe stata proprio la mancata condivisione di alcune scelte importanti, a cominciare dai rapporti con la Giunta, ad aver scatenato l’ultimo strappo – era nell’aria da tempo – nel partito di maggioranza relativa.

Cabras-Fadda. È stata la corrente capeggiata dai due ex parlamentari a scatenare il terremoto, e lo ha provocato in tre tappe. A cominciare dalla mancata partecipazione alla direzione regionale della settimana scorsa. Poi non ha gradito le scudisciate di Soru all’assessore ai Trasporti Massimo Deiana (è uomo di Antonello Cabras) e neanche a suo tempo quelle per la verità più leggere all’assessore Cristiano Erriu (fedelissimo di Paolo Fadda) sulla riforma degli Enti locali. Per chiudere con il colpo a sorpresa: le dimissioni dalla segreteria – il partito continua a dire non ancora ufficializzate – del deputato Romina Mura. Per domani il gruppo ha annunciato di mattina un vertice a Tramatza. Lì sarà decisa la strategia su come riprende e se riprendere il dialogo con l’ex alleato Soru, sostenuto un anno e mezzo fa nell’elezione a segretario, ma che «oggi non risponderebbe più alle aspettative».

Renziani-ex Diesse. La corrente mista – sosteneva Francesca Barracciu oggi ha come portavoce il senatore Ignazio Angioni – è la più impegnata a far ripartire il dialogo interno. Gavino Manca, uno dei leader, non ha dubbi: «È una stagione in cui non possiamo farci del male da soli. È una fase importante e decisiva fra riforme ed amministrative. Sui grandi temi il partito deve ritornare a ricompattarsi per forza».

Area Soru. Da questo fronte il silenzio è assoluto, ma chi conosce bene il segretario fa sapere: «Oggi, a Roma, parteciperà alla direzione nazionale e una soluzione vedrete la troverà». (ua)

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