Scontro nella metro, acquisiti carte e video
La polizia urbana negli uffici dell’Arst. Oggi sciopero indetto dalla Filt-Cgil: treni fermi per 24 ore
CAGLIARI. I treni urbani dell’Arst si fermano oggi per ventiquattr’ore ma non l’inchiesta giudiziaria per disastro ferroviario partita dopo lo scontro di mercoledì scorso, che ha provocato tre feriti gravi e 82 contusi. Ieri negli uffici dell’Arst sono stati acquisiti documenti – mappe, filmati e tracciati del percorso del metrotram – che si aggiungono alle scatole nere già nelle mani degli inquirenti. Intanto la Filt-Cgil ha colto la palla al balzo per riportare con un primo sciopero al tavolo dell’azienda regionale dei trasporti il tema centrale della sicurezza, reso attuale nel peggiore dei modi da un incidente sicuramente evitabile. Perché se l’inchiesta coordinata dal pm Guido Pani e condotta dalla Polizia urbana non è ancora vicina alle conclusioni, all’interno dell’Arst le impressioni sono univoche: interrotto per i lavori su via Caracalla il sistema di controllo elettronico dei convogli, le precedenze sull’unico binario di via Vesalio erano regolate solo grazie a comunicazioni via cellulare tra conducenti e centrale. La prima valutazione diffusa dal presidente dell’Arst Giovanni Caria poche ore dopo l’incidente («è stato un errore umano») sembrerebbe dunque quella giusta: qualcuno ha sbagliato, si è distratto, ha calcolato male le distanze. Difficile per adesso stabilire se la responsabilità possa essere attribuita a uno dei due macchinisti oppure al personale della centrale. Ma ormai è qui, su queste due ipotesi, che la Polizia urbana sta lavorando per consegnare alla Procura un rapporto esaustivo sull’accaduto. Non è detto però che, una volta raggiunte ragionevoli certezze, il pm Pani si fermi. Se verrà confermato l’errore umano emergerà infatti anche un altro aspetto: la scelta di affidare a comunicazioni telefoniche il meccanismo delle precedenze fra i metrotram è compatibile con le norme che regolano la sicurezza? Se non lo è, la Procura dovrà esaminare la filiera dei ruoli tecnici all’interno dell’Arst per risalire a chi ha la responsabilità della decisione. Scegliere quella soluzione per rimediare allo stop del controllo elettronico potrebbe configurare una colpa, almeno per una possibile violazione del principio di precauzione che deve ispirare ogni decisione legata alla sicurezza. Ma questo sarà un problema del magistrato. Per adesso è l’Arst a troversi per le mani una brutta gatta da pelare: già si preannunciano, com’era scontato, le querele per lesioni che parte dei feriti intende presentare. Se gli eventuali danni economici sono coperti dall’assicurazione ora c’è da affrontare un rapporto coi sindacati che potrebbe essere difficile: allo sciopero la Filt-Cgil ha aggiunto una richiesta di incontro urgente, già accordato per martedì prossimo alle 11 alla presenza dei responsabili locali per la sicurezza (Rls) ed estesa anche ai lavoratori dell’intero sistema ferroviario a scartamento ridotto. Ma alla protesta stavolta il segretario regionale Arnaldo Boeddu ha voluto affiancare alcune proposte utili ad affrontare criticità già segnalate in passato: «Una - ha spiegato Boeddu - sarebbe di approntare un sistema alternativo di controllo dei convogli quando il sistema elettronico è interrotto, basato su due semafori, uno all’ingresso e l’altro all’uscita del tratto interessato dall’intervento». Le ragioni sindacali sono spiegate nella lettera di proclamazione inviata ieri sera dalla segretaria territoriale Massimiliana Tocco e sono legate al «perdurare di uno stato di incertezza dato dal mancato accertamento delle dinamiche che hanno generato l'evento e delle altre problematiche, rimaste inevase, riguardanti la sicurezza sul lavoro e possibili eventuali ripercussioni sui passeggeri trasportati, a tutela dei lavoratori e della loro incolumità». (m.l.)
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