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Dopo il coming out si rivede Charamsa L’ex monsignore “benedice” i cortei

Dopo il coming out si rivede Charamsa L’ex monsignore “benedice” i cortei

Krzysztof Charamsa (foto), l’ex monsignore del Vaticano che alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, fece coming out e presentò al mondo il suo compagno, torna a parlare per dare il suo sostegno alle...

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Krzysztof Charamsa (foto), l’ex monsignore del Vaticano che alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, fece coming out e presentò al mondo il suo compagno, torna a parlare per dare il suo sostegno alle manifestazioni in campo in Italia per il riconoscimento dei diritti omosessuali. Emigrato in Spagna e sospeso dalle funzioni ecclesiastiche, in un video postato sui social Charamsa dice: «Mi identifico con i vostri profondi desideri umani, sono con voi per sostenere lo sviluppo della civiltà democratica». Rivolto ai promotori delle manifestazioni “Svegliati Italia”, aggiunge: «È un dovere il riconoscimento dei diritti civili e umani anche delle persone omosessuali. Siete nelle piazze per svegliare le menti e i cuori degli italiani». Per Charamsa occorre che l’Italia divenga «un Paese più cristiano, più capace di amore, di fraternità, di apertura, più capace di carità». Dall’area cattolica arriva l’adesione anche della Comunità delle Piagge di Alessandro Santoro, prete di frontiera a Firenze, schierato per i diritti di gay, lesbiche e transessuali. «Siamo contenti che in molte città d’Italia tanti movimenti si incontrino per sostenere i diritti delle coppie e delle persone gay, lesbiche, transessuali - scrive don Santoro che celebrò le nozze tra Sandra Alvino, la donna nata uomo presidente dell’Associazione italiana transessuali, e il compagno Fortunato Talotta -. Crediamo sia importante che nel mondo cattolico altre voci oltre alle nostre possano esprimersi e porsi al fianco di queste persone, affinché finisca questa discriminazione e si possa riconoscere la giusta dignità e i pieni diritti a chi vive in pienezza storie di amore e di coppia». Rispetto ai principi che hanno ispirato i promotori della manifestazione #SvegliaItalia e ai diritti che con questa manifestazione si rivendicano, don Santoro sottolinea che «sono richieste in cui ci ritroviamo e non possiamo non essere al fianco di chi vede questi diritti negati, convinti e sicuri che questo riconoscimento non intaccherà minimamente il valore del matrimonio, tanto meno di quello cristiano cattolico».

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