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dopo la proposta sabatini

Irpef, la maggioranza non vuole più l’aumento

di Alessandro Pirina
Irpef, la maggioranza non vuole più l’aumento

SASSARI. Per un mese e mezzo sono rimasti in silenzio, hanno ingoiato il rospo senza fiatare. Ma è bastato che uno di loro, per di più presidente della commissione Bilancio, parlasse di soluzioni...

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SASSARI. Per un mese e mezzo sono rimasti in silenzio, hanno ingoiato il rospo senza fiatare. Ma è bastato che uno di loro, per di più presidente della commissione Bilancio, parlasse di soluzioni alternative all’aumento dell’Irpef, per farli uscire allo scoperto. Dal Pd a Sel, dai Rossomori al Centro democratico, tutti ora mostrano entusiasmo per le parole di Franco Sabatini. I primi a dirsi d’accordo sono proprio i suoi compagni di partito. Una valanga di applausi che, in qualche modo, equivale, a una bocciatura della politica economica della giunta per ripianare il buco della sanità. «La proposta di Sabatini è sentita da tutto il gruppo – ammette il vice capogruppo Roberto Deriu –. Siamo tutti d’accordo sul fatto che i soldi per la sanità vadano cercati in un altro modo. A mio avviso, la soluzione potrebbe venire fuori dallo studio dei veri costi della sanità, cosa che sta facendo la commissione anti sprechi. Quel che è certo è che non si possono più effettuare tagli nel campo socio-culturale». «Eravamo tutti consapevoli che una soluzione andasse trovata, ma nessuno di noi era contento dell’aumento dell’Irpef – aggiunge il collega Salvatore Demontis, anche lui Pd –. Fin dall’inizio avevamo individuato una strada e ritengo sia ancora valida: bisogna ridiscutere con lo Stato la questione degli accantonamenti. I sardi danno un contributo pro capite molto più alto degli altri. 680 milioni all’anno sono troppi, se ci venissero ridotti di un terzo non avremmo problemi a pagarci sanità e continuità territoriale. È la soluzione ottimale». Giuseppe Meloni, invece, invita la giunta a tagliare sulla spesa farmaceutica. «La linea di Sabatini è quella giusta, anche perché l’aumento dell’Irpef va in controtendenza rispetto alla politica della riduzione delle tassedel governo Renzi – afferma il consigliere gallurese –. Mi auguro solo che non si vada a tagliare fondi ai comuni. Meglio puntare sugli sprechi, soprattutto in ambito farmaceutico».

Una ricetta, quella di Meloni, che collima con quella di Roberto Desini, consigliere del Centro democratico. «Votare l’aumento dell’Irpef è stata una violenza – ammette –. Per dovere ho dovuto dire sì, ma sono sempre stato dell’avviso che prima di prevedere nuove tasse sia doveroso studiare possibili alternative. Ben venga, dunque, trovare altre soluzioni. Io credo che occorra intervenire sulla spesa farmaceutica. Sulla sanità, l’ho detto anche al presidente Pigliaru, serve un effetto choc. E se la giunta vuole andare in questa direzione noi ci siamo».

La proposta Sabatini trova consensi anche a sinistra del Pd. «Non abbiamo preclusioni verso nessuna soluzione – dice Luca Pizzuto, consigliere di Sel –. Siamo pronti a valutare tutte le proposte per evitare che si aumentino le tasse per il ceto medio. Anche se, bisogna ricordarlo, noi le tasse le abbiamo abbassate alle fasce deboli e aumentate a quelle più alte. Al di là di questo, Sabatini conosce il bilancio meglio di noi e se ritiene che si possa fare noi ascolteremo le sue proposte». Più duro il giudizio di Emilio Usula, dei Rossomori. «È un cambio di rotta tardivo – sostiene il consigliere –. Un mese fa ci dicevano che non si potevano non ripristinare i ticket, poi che non si potevano non aumentare le tasse. Noi abbiamo sempre detto sì, anche con grandi mal di pancia perché sostenevano fosse la sola strada percorribile, ma ora tutto viene rimesso in discussione. Bene, ma nel frattempo abbiamo perso la stima dei nostri elettori. Io credo che il centrosinistra abbia la possibilità di presentare alternative all’aumento Irpef, ma lo deve fare nel suo insieme. Non si possono escludere i partiti e lasciare le decisioni ai soli consiglieri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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