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Una nuova legge per garantire ai sardi il diritto alla mobilità

di Gian Mario Sias
Una nuova legge per garantire ai sardi il diritto alla mobilità

ALGHERO. «Dobbiamo chiedere il riconoscimento della condizione di insularità e realizzare il principio che il diritto della mobilità dei sardi non sia esposto al rischio di infrazioni per concorrenza...

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ALGHERO. «Dobbiamo chiedere il riconoscimento della condizione di insularità e realizzare il principio che il diritto della mobilità dei sardi non sia esposto al rischio di infrazioni per concorrenza sleale».

L’europarlamentare Salvatore Cicu fissa quello che per lui è l’unico obiettivo possibile in tema di voli. Ieri il vicecapo delegazione di Forza Italia in Europa ha partecipato alla manifestazione a sostegno del trasporto aereo in Sardegna, e a nord ovest in particolare, organizzata dai vertici territoriali del partito.

Insieme ad alcune decine di attivisti e qualche comune cittadino, al “Riviera del corallo” c’erano anche il coordinatore regionale, Ugo Cappellacci, i consiglieri regionali Antonello Peru, Pietro Pittalis e Marco Tedde, il commissario provinciale, Nanni Terrosu, il coordinatore cittadino di Alghero, Andrea Delogu, e molti tra consiglieri e dirigenti azzurri del Nord Ovest.

«La Ue non consente finanziamenti pubblici se non per le infrastrutture e i servizi aeroportuali – ha spiegato Cicu – mentre i finanziamenti alle compagnie aeree sono consentiti solo per i collegamenti delle regioni remote o per l’apertura di nuove rotte».

Data la premessa, la conclusione è una sola. «Dobbiamo far valere la nostra condizione di isolani». Resta il problema di cosa fare sino a quando l’Europa non riconoscerà questo diritto alla continuità territoriale a livello continentale.

«La legge 10 non è coerente con le regole comunitarie? Facciamone un’altra», chiede il consigliere regionale Marco Tedde. «Da consulente di Sogeaal, l’attuale assessore Deiana era di un altro avviso – precisa l’ex sindaco di Alghero – va bene anche che uno cambi idea, ma né lui né il presidente Pigliaru possono continuare a nicchiare».

Ugo Cappellacci invece non ci sta. Per lui «l’immobilismo della Regione è tanto più ingiustificato perché tutti gli strumenti che hanno consentito l’arrivo del low cost in Sardegna sono passati al vaglio dell’Unione europea – spiega – che in qualche caso ha aperto procedure di infrazione che si sono risolte in termini positivi».

Per lui la situazione attuale non è diversa. «Se ci fossimo comportati allora come si sta comportando questa giunta, le low cost non sarebbero mai arrivate in Sardegna – dice Cappellacci – e se la giunta continuerà così, le low cost scapperanno».

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