Unioni civili, l’isola chiama Roma Cuori, bandiere e folle in piazza
A Sassari un migliaio di manifestanti, tra loro il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau Sostegno al disegno di legge Cirinnà. Poco prima la contro-protesta delle Sentinelle in piedi
SASSARI. «L’ora dei diritti è arrivata anche da noi». Con questo slogan, l’hashtag «#svegliaItalia» e un armamentario di sveglie, cuori e bandiere, migliaia di persone hanno invaso le piazze di Cagliari, Sassari e Nuoro partecipando alla mobilitazione a sostegno del disegno di legge sulle unioni civili che arriverà giovedì in Senato.
«Le famiglie gay e lesbiche sono una realtà, così come lo sono le coppie di fatto etero e omosessuali», rivendica il Movimento omosessuale sardo (Mos), che sostiene le tre manifestazioni insieme al coordinamento di Diritti al Cuore, Sardegna Pride e un lungo elenco di associazioni nazionali e sarde, sigle politiche e sindacali, in continuo aggiornamento.
«La posta in gioco non sono semplicemente le coppie gay e lesbiche e le convivenze, ma i valori fondanti della nostra convivenza civile: laicità, libertà e uguaglianza – ha spiegato Massimo Mele, membro storico del movimento, presente in piazza a Sassari – il disegno di legge Cirinnà prevede l’istituto delle unioni civili, accessibile solo alle coppie omosessuali e la regolamentazione delle convivenze di fatto sia etero che omosessuali. Non siamo disponibili a nessuna ulteriore modifica, nè per quanto riguarda l’impianto della legge, nè nella sua parte più controversa, la stepchild adoption».
E proprio da piazza d’Italia a Sassari il segnale al governo si è levato con particolare forza, con il salotto buono della città letteralmente invaso da oltre un migliaio di coloratissimi partecipanti.
Eppure l’avvicinamento al gran giorno non era stato dei più quieti. La manifestazione, iniziata alle 18, è stata infatti preceduta qualche ora prima da un picchetto di una trentina di “Sentinelle in piedi”, gli ultrà cattolici che protestavano contro il disegno di legge Cirinnà in discussione martedì. Proprio la vicinanza delle due manifestazioni aveva creato più di una tensione, con un primo rifiuto del questore che aveva negato la piazza a #SvegliatiSassari per motivi di ordine pubblico. Dopo meno di 24 ore però è stato trovato un accordo ed entrambi i raduni, con un controllo discreto ma presente delle forze dell’ordine, hanno avuto luogo di fronte al palazzo della Provincia.
Tanti gli amministratori presenti in piazza, tra cui il sindaco di Sassari Nicola Sanna, il suo predecessore e attuale presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, i parlamentari Giovanna Sanna e Silvio Lai, l’assessore regionale all’Istruzione Claudia Firino, diversi consiglieri regionali, comunali e politici del territorio di varie sigle, con la presenza ufficiale di Pd, Sel e del M5S. «Anche a Sassari in tantissimi in piazza per i diritti civili – ha twittato Ganau – #svegliaItalia».
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