La giunta di Arbus: chiudiamo Capo Frasca
L’ipotesi di dismissione del poligono è vista con favore dal vicesindaco di Sel Michele Schirru
ARBUS. Nessuno rimpiangerà ad Arbus la dismissione del poligono di Capo Frasca da parte del ministero della Difesa, né tanto meno se i tedeschi, che lo utilizzano stabilmente, abbandoneranno la base di Decimomannu mettendo a forte rischio il futuro dell’intero aeroporto militare. Se, detto in termini spiccioli, chiude il poligono di addestramento di Capo Frasca, che ci stanno a fare i jet militari a Decimo? La presenza nel proprio territorio - 3.200 ettari fronte mare - di una servitù militare, non ha mai dato beneficio alla comunità locale. Giusto qualche briciola che a fronte dell'occupazione della parte estrema settentrionale della costa, sono ben misera cosa. In compenso il poligono ha fatto da tappo allo sviluppo turistico e interrompe la continuità costiera fra Arbus e Oristano.
Gli arburesi hanno solo subìto, salve alcune interessate eccezioni, la presenza militare, sopportandola (è il caso delle assordanti esercitazioni nel periodo estivo lungo la costa) con fastidio e spesso indignazione. Rapporti istituzionali corretti, ma mai idilliaci. Il poligono militare non ha mai dato niente ad Arbus sotto l'aspetto economico: posti di lavoro da contarsi sulle dita di una mano, attualmente zero), rapporti commerciali inesistenti (perfino le vettovaglie vengono acquistate a Terralba o Oristano), indotto sconosciuto, il personale militare vive, fa la spesa e paga le tasse a Oristano. Il giovane vice sindaco di Arbus Michele Schirru (25 anni, esponente emergente di Sel a livello regionale), segue per l'amministrazione comunale i rapporti istituzionali con il ministero della Difesa e la Regione. «Arbus non ha alcuna ricaduta economica – dice il vice sindaco –, unico ritorno sarebbero gli indennizzi del ministero della Difesa, che arrivano con il contagocce e su cui non possiamo mai contare per l'investimento nelle opere pubbliche a cui sono destinati questi fondi». Ad Arbus spetta un milione di euro ogni quinquennio, ma i soldi sono di fatto un miraggio. Ultima trance vista, nel 2012, è di 80 mila euro relativamente al quinquennio 2005-2009.
«La servitù militare ci toglie tanto e non ci da niente e poi qui sparano da 60 anni, immagino - conclude Schirru - cosa possa esserci dentro il poligono e nel fondale marino. A noi non fanno vedere praticamente niente e, in casi clamorosi, solo quello che vogliono loro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
