La Nuova Sardegna

Pigliaru: «Enti locali, è una buona legge»

Risposta secca a Confindustria che aveva ironizzato su Rete metropolitana e “furbate” politiche

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CAGLIARI. Fino al taglio del nastro della prima Unione di Comuni – fra 105 giorni o in autunno? – i confronti sulla legge di riforma degli Enti locali saranno uno dei piatti forti della politica. C’è stato già il primo duello. Al dibattito sui fondi europei a sfidarsi in campo sono stati Alberto Scanu, presidente regionale di Confindustria, e il governatore Francesco Pigliaru. A lanciare la provocazione è stato il primo: «Ieri – ha detto – ero a Milano e quando in una riunione ho parlato di Rete metropolitana, tutti hanno pensato al tracciato di una vera metropolitana. Attenzione, con le furberie politiche, e la Rete lo è, non andremo lontano». L’ironia di Confindustria non è piaciuta al governatore, che dallo stesso palco ha replicato. «Il riordino appena approvato dal Consiglio regionale – sono state le sue parole – è all’interno di una legge molto buona, oltre che fondamentale per programmare bene i nostri soldi». Per poi continuare nel contrattacco: «Avevamo bisogno di un’architettura istituzionale chiara ed efficace per sviluppare le Reti che già esistono e oggi hanno sempre più bisogno di finanziamenti specifici. Quindi, non esiste questa o quella furbizia politica ma è solo un nuovo modo di vedere e governare il futuro. Adesso c’è una Sardegna che si è messa in ordine e l’abbiamo ottenuto nello stesso momento in cui siamo usciti dalle logiche del piccolo e separato. Con queste sì che non si va da nessuna parte ma si continua solo a guardare indietro e non ad aprirsi a un mondo che corre sempre più veloce di quanto noi pensiamo o vediamo ogni giorno». Pigliaru è entrato ancora più nello specifico. «Con il vecchio frazionamento in 337 Comuni ci saremo fermati e non avremo avuto più prospettive. Abbiamo invece necessità di poter contare su un atteggiamento collaborativo fra le diverse realtà e continueremo a stimolarlo fino a che non raggiungeremo l’obiettivo di sentirci una piattaforma collettiva». Per Pigliaru, «con la legge, le Unioni di Comuni dovranno dialogare al loro interno non solo per garantire gli indispensabili servizi pubblici: dovranno ragionare insieme sullo sviluppo e per lo sviluppo». E infine c’è stato anche un suo passaggio sul nord-ovest della Sardegna: «In passato, ho visto quel territorio poco collaborativo, mentre oggi dai Comuni della Rete metropolitana, mi aspetto idee e progetti perché così le città diventeranno un vero network e da lì passerà l’innovazione. Sì, è questo il salto di qualità che la nuova legge ci farà fare».

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