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Abbanoa, gli indagati sono quattro

Abbanoa, gli indagati sono quattro

Oltre al direttore Murtas e all’ex ad Marconi ci sono Ramazzotti e Cossu

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CAGLIARI. Ora gli indagati nell’inchiesta Abbanoa sono quattro: al direttore generale Sandro Murtas e all’ex amministratore unico Carlo Marconi si sono aggiunti l’attuale amministratore Alessandro Ramazzotti e il credit manager Massimo Cossu. L’accusa è uguale per tutti: concorso in abuso d’ufficio. Cambiano invece i fatti contestati, quelli su cui il pm Giangiacomo Pilia ha fondato l’istanza di interdizione temporanea dalle funzioni per il dg Murtas. Su quest’ultima iniziativa dovrà decidere il gip Giampaolo Casula, l’udienza è fissata al 17 febbraio.

Ma al di là della misura cautelare - Murtas dovrebbe farsi da parte fino al chiarimento giudiziario della sua posizione, per non danneggiare la società regionale - l’ipotesi su cui lavora il pm è che Murtas e Ramazzotti abbiano favorito lo studio legale di Giuseppe Macciotta, affidandogli l’incarico del monumentale recupero crediti con una procedura di dubbia legittimità e confermandoglielo malgrado la violazione dei patti contrattuali. L’accusa rivolta a Marconi e condivisa con Murtas riguarda invece la fase precedente, quando gli incarichi legali venivano conferiti senza alcuna procedura di evidenza pubblica.

Del tutto diversa è la contestazione rivolta a Cossu: assunto all’ottavo livello con un contratto a termine, il crediti manager è accusato di aver mobbizzato la dirigente Valentina Figliola, l’avvocato che per anni si era occupata del recupero crediti prima che il dg Murtas la trasferisse senza alcuna ragione formale allo sportello clienti di Iglesias. Decisione poi revocata per motivi legati alla salute della dirigente. Si tratta di una vicenda paradossale: un dipendente a termine accusato di aver vessato una dirigente in pianta stabile, fino a provocare la nascita di due procedimenti: uno davanti al giudice del lavoro e l’altro davanti alla Procura della Repubblica. Se il primo è sospeso, il secondo è prossimo alla conclusione e andrà a unificarsi con la prima indagine.

Tutti questi elementi dovranno essere vagliati dal gip Casula, che si esprimerà sull’istanza di interdizione. Nel frattempo la giunta regionale ha già dato il proprio responso: fiducia piena ai vertici di Abbanoa per i risultati amministrativi raggiunti nel corso degli ultimi anni. (m.l)

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