Irpef: le alternative all’aumento
In commissione arriveranno le proposte per trovare i 400 milioni per la sanità
CAGLIARI. La Finanziaria 2016 farà alle 10.30 di oggi il suo esordio ufficiale in Consiglio. Il taglio del nastro avverrà nell’aula della commissione Bilancio e avrà come padrino l’assessore Raffaele Paci. Spetterà a lui spiegare e descrivere la manovra da quasi 7 miliardi e mezzo, con la pesante novità dell’aumento delle aliquote regionali Irpef e Irap per far fronte al disavanzo della sanità. Proprio le tabelle erano e restano il passaggio più complicato per una maggioranza che dopo averle approvate a dicembre, dall’inizio dell’anno è alla ricerca di soluzioni alternative. Sì, nessuno del centrosinistra vorrebbe far gravare sui contribuenti il rincaro delle imposte, ma quei 140 milioni di extra gettito sono indispensabili – continua a ripetere l’assessore – per non far affondare le Asl i in un mare di debiti. A questo punto, la partita è tutta nelle mani della coalizione di centrosinistra, che tra l’altro continua a essere processata dal centrodestra per questa «tardiva retromarcia», l’accusa è testuale. Paci ha sempre detto che a parità di saldi (cioè 140 milioni devono arrivare comunque) non «ci saranno chiusure preconcette alle alternative contabili proposte e decise dal Consiglio». Quali siano le alternative è ancora un mistero, anche se il presidente della commissione Bilancio – Franco Sabatini del Pd – studia da settimane il problema. Nella maggioranza, è stato lui il primo a sollevare il caso e gli altri hanno sfruttato la scia. Per questo, durante il dibattito sulla chiusura della Vertenza entrate, tutti hanno ascoltato con attenzione l’intervento di chi ha gettato il sasso nello stagno. Sabatini ha accennato – senza scoprire le carte – che «con lo Stato dobbiamo rilanciare il confronto sugli accantonamenti imposti alla Sardegna per far fronte al debito pubblico nazionale». Quest’anno ammontano a 681 milioni: sono troppi – ha detto – e «una parte deve esserci restituita perché i maggiori costi della sanità non sono solo causa nostra e alle altre Regioni il Governo ha dato una mano». Rinegoziare è una delle possibilità, ma a parte l’esito del nuovo confronto con Roma, lo stesso Sabatini sa che i tempi potrebbero essere lunghi. Non a caso, ha accennato a un possibile piano B. Dovrebbe essere quello di sfruttare le riserve matematiche per ripianare parte del deficit della sanità. Le riserve non solo altro che le imposte maggiorate dallo Stato per uno scopo specifico, ad esempio l’ultimo aumento dell’Iva, ma che poi non condivise nelle compartecipazioni tributarie con la Sardegna. Però di recente la Corte costituzionale ha smentito lo Stato e affermato: quel sacrificio non può essere chiesto alle Regioni a Statuto speciale. Così qualche tempo fa Roma ha restituito oltre 200 milioni, impegnando la Sardegna a utilizzarle solo per ridurre il debito pubblico regionale. Ora Sabatini vorrebbe dirottare il rimborso sulla sanità, con questo obiettivo: rendere meno pesanti le tasse regionali, o meglio ancora rinviare la super Irpef al 2017. (ua)
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