Fois: Saieva vada via, ha pregiudizi legali e non può stare qui
Lo scrittore nuorese replica al procuratore generale «Una class action contro le sentenze dei suoi processi»
SASSARI. «Se in futuro dovesse capitarmi di essere processato e ritrovarmi in tribunale col procuratore generale Roberto Saieva chiederei al mio avvocato di ricusarlo. E spero che qualcuno lo faccia sul serio, al più presto. Anzi, al posto dei cittadini che sono stati condannati in un processo con questo signore penserei seriamente ad allestire una “class action” per chiedere l’annullamento di tutte le sentenze perché siamo di fronte a un magistrato con evidenti pregiudizi, che non può ricoprire quel ruolo». Lo scrittore nuorese Marcello Fois commenta con parole di fuoco le espressioni usate dal procuratore generale Roberto Saieva, che nei giorni scorsi all’interno del suo discorso di apertura dell’anno giudiziario aveva parlato di delitti d’impeto in Sardegna spesso «sorretti da moventi che si radicano nella cultura degli ambienti agropastorali» e assalti ai portavalori nella cui esecuzione si sarebbe «trasfuso l’istinto predatorio, tipico della mentalità barbaricina, che stava alla base dei sequestri di persona».
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«Uno che la pensa in questo modo in Sardegna non deve restare, non può fare il suo lavoro. Può andare a fare il cameriere, con tutto il rispetto per chi fa questo nobilissimo lavoro che però non ha nulla a che vedere con quello di magistrato – aggiunge Marcello Fois –. Giusto per capirci, è come se io, procuratore generale a Palermo, nel mio discorso avessi detto che i siciliani sono gelosi o a Milano avessi definito i milanesi mafiosi o tangentisti, anzi endemicamente tangentisti. Siamo chiari, questa è gente senza controllo, non può stare dov’è. Non stiamo parlando del barista sotto casa, è il procuratore generale della Sardegna che pronuncia il discorso di apertura dell’anno giudiziario».
Marcello Fois è un fiume in piena: «Il vero predatore è lui che ha un vero e proprio pregiudizio legale, qui siamo ai tempo di Lombroso. Come se non sapesse che dietro c’è tutta una storia ed è soprattutto una questione di livello di possibilità, che da vent’anni c’è la necessità urgente di una legge speciale per le zone interne e mettere a disposizione gli strumenti necessari per recuperare il gap. Cagliari è bella, non c’è dubbio, e ci mancherebbe altro visto che ha assorbito tutte le risorse. E il resto? Dov’è Nuoro, dov’è Sassari? Di che cosa sta parlando questo signore? Tra l’altro è stato diversi anni a Nuoro e se ci pensa non siamo stati così predatori, visto che non gli è successo niente».
Lo scrittore nuorese, che vive a Bologna, non vuole chiudere la questione con uno sfogo e promette nuove puntate: «Non appena tornerò in Sardegna parlerò pubblicamente di questa faccenda. Quello che mi lascia perplesso, ma non più di tanto, è questa sorta di silenzio totale da parte di chi ci governa, nessuno dice nulla».
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