La trattativa preoccupa i sindacati
Cgil, Cisl, Uil: garanzie per il futuro. Usb: nessun salvataggio, solo una svendita
OLBIA. L’operazione Meridiana-Qatar è di respiro italiano, europeo. E per Olbia, per la base storica della compagnia, c’è tutta una storia da scrivere, ora. Uno scenario, con la Sardegna importante ma non centrale, che preoccupa i sindacati. Per una serie di ragioni. La prima delle quali è la possibile fusione di Meridiana dentro la controllata Air Italy.
Air Italy, appunto. È la compagnia che secondo i dirigenti dell’Aga Khan rende di più. O rende meglio, per via dei suoi costi e dei suoi contratti di lavoro. Siamo andati a cercare di capirne di più. Può aiutare il bilancio del 2014, l’ultimo disponibile. Air Italy ha avuto ricavi per 140 milioni. Di questi, oltre 94 milioni sono arrivati dalle attività che le ha passato Meridiana. Il 67% dei suo ricavi.
Un percorso di spostamento di attività che non è finito. Anzi. L’azienda ha comunicato ai sindacati che da questo mese di turni di lavoro di Air Italy saranno fatti nella base della compagnia a Malpensa, non più a Olbia da Meridiana.
Non solo. Avant’ieri Meridiana ha inviato una raccomandata ai cassintegrati della base di Malpensa invitandoli a lavorare per Air Italy. Accetteranno?
Un travaso che allarma i sindacati. Allarmati per i colpi all’occupazione a Olbia. Soddisfatti per l’arrivo di un partner, scelta resa possibile anche dai sindacati con l’accordo del 2015, Franco Monaco (Cgil), Mirko Idili (Cisl) ed Elisabetta Manca (Uil) chiedono, con toni diversi, garanzie sull’occupazione. Monaco: «Rilanciare Meridiana e garantire ai lavoratori una prospettiva di lavoro. Con i lavoratori ci mobiliteremo per parlare con Governo e nuovo partner». Idili: «Ora Governo e Regione facciano tenere al Qatar una responsabilità sociale forte». Manca: «Adesso auspichiamo un piano industriale che parli di sviluppo per salvaguardare quanti più posti di lavoro possibile».
Duro l’Usb, l’unica sigla che non firmò con il Governo l’intesa salva-Meridiana: «La trattativa col Qatar non deve diventare la solita minestra, ovvero la svendita di assetti industriali del nostro Paese travestita da salvataggio». (g.pi.)
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