La Nuova Sardegna

Monsignor Carta testimone della santità

di Mario Girau
Monsignor Carta testimone della santità

Arcivescovo di Sassari dal 1962 al 1982, chiese al Papa di aprire la causa di beatificazione

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SASSARI. Per una settimana - da oggi all'11 febbraio - il Giubileo avrà un ospite speciale: San Pio da Pietrelcina canonizzato nel 2002. Un santo che ha un feeling speciale con la Sardegna, creato da monsignor Paolo Carta, dal 1962 al 1982 arcivescovo di Sassari, uno dei più grandi divulgatori della santità del frate delle stimmate.

La storia. Il vescovo e il religioso si sono incontrati molte volte nei sette anni (1955-1962) trascorsi da Carta alla guida della diocesi di Foggia. Per colloqui personali, celebrazioni liturgiche, per accompagnare cardinali, di passaggio in Puglia, e sardi illustri - nel 1959 anche il Presidente del Consiglio Antonio Segni - desiderosi di parlare con un grande uomo di Chiesa. Monsignor Carta (deceduto nel marzo del 1996) è presente a San Giovanni Rotondo il 5 maggio 1956 quando viene inaugurata la "Casa Sollievo della Sofferenza". Il 1° luglio 1959 l'allora vescovo di Foggia consacra la nuova chiesa del Santuario di Santa Maria delle Grazie. Il 10 agosto del 1960 il presule sardo è l'unico vescovo presente al cinquantesimo di sacerdozio di Padre Pio. Un report di questa frequentazione si trova nel volumetto intitolato "I miei incontri con Padre Pio" pubblicato nel 1979 (Chiarella Sassari)

Testimone della santità. Monsignor Paolo Carta è stato uno dei più ascoltati testimoni dalla "fabbrica dei santi" quando è stato avviato, il 20 marzo 1983 (ben 15 anni dopo la morte del frate) - solamente in seguito all'intervento personale di Giovanni Paolo II per sbloccare le perplessità del Sant'Uffizio - il processo diocesano sulla vita e le virtù di Padre Pio, concluso il 21 gennaio 1990. Ma già qualche anno prima, quando ancora era arcivescovo di Sassari, nel corso di una sua visita personale a Giovanni Paolo II, il presule sollecita il processo per Padre Pio. Ecco come Carta riferisce quell'incontro, avvenuto nello studio papale: «Ero seduto davanti al Papa. La mia prima parola, e tante ne avevo da dire come responsabile dei problemi vari della diocesi, è stata questa: Santo Padre, sono testimone della santità di Padre Pio e domando che la causa di beatificazione venga aperta quanto prima. Il Papa mi rispose, aprendo le braccia, con un tono meraviglioso e commovente: Ah! Padre Pio, che uomo di Dio… e il ministero delle confessioni e poi le stimmate!. Una volta pure io sono andato da lui e mi sono confessato. Io pure mi rivolsi a Padre Pio e per le preghiere di Padre Pio una donna istantaneamente guarì». Il 2 maggio 1984 davanti al tribunale ecclesiastico diocesano per la beatificazione di padre Pio, presieduto dal vescovo di Manfredonia, mons. Valentino Vailati, il vescovo emerito di Sassari parla per circa tre ore. «Non fu una deposizione fredda e arida – racconta Carta – ho fatto vibrare tutto il mio cuore, tutto il mio palpito di amore per Padre Pio, affermando che io avevo la convinzione che, specialmente per le sue sofferenze, Padre Pio doveva essere, quanto prima elevato agli onori degli altari».

«Distributore di grazia». Nel 1960 monsignor Carta mette in risalto la principale dote di Padre Pio, uomo della Confessione. Per questa speciale virtù esercitata nel confessionale per 58 anni, anche per 19 ore di seguito, Papa Francesco ne ha richiesto la presenza dell'urna nell'anno speciale della Misericordia. «Molti guardano a Padre Pio come a un potente intermediario presso il Signore per ottenere grazie ordinarie e straordinarie. Questo aspetto del Padre Pio – scrive il vescovo sardo in occasione del 50° anno di sacerdozio di Padre Pio – non mi interessa e su di esso non posso esprimere alcun giudizio perché me ne mancano gli elementi. Ciò che invece mi consta con certezza, ciò che posso attestare è che Padre Pio è un grande distributore di grazie con la G maiuscola. È la Grazia santificante che egli distribuisce a innumerevoli anime attraverso il sacramento della Confessione».

L’ultimo saluto. Negli ultimi giorni del mese di marzo 1962, a due settimane dall'ingresso ufficiale a Sassari, l'ultimo saluto di Carta al frate: «Ci abbracciammo e ci baciammo tre volte. Da allora non vidi più Padre Pio". Monsignor Carta tornerà a san Giovanni Rotondo nel settembre 1976 per presiedere le cerimonie commemorative del'ottavo anniversario della morte. In quell'occasione il presule sardo predica quattro omelie, una dedicata al tema " Padre Pio uomo di Dio che assolve". "

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