Fondi ai gruppi, Diana: «Fu De Francisci a proporre l'acquisto delle Montblanc»
L'ex capogruppo del Pdl e poi di "Sardegna è già domani", a giudizio con l’accusa di peculato aggravato, racconta ai magistrati i retroscena sull'acquisto delle costose penne stilografiche
CAGLIARI. L’acquisto delle ormai famose penne Montblanc - pagate dal gruppo Pdl in consiglio regionale della Sardegna per essere regalate, nel Natale 2009, a ognuno dei componenti della formazione - è stato proposto dall’allora consigliere Simona De Francisci (successivamente divenuta assessore alla Sanità della giunta Cappellacci). È quanto ha dichiarato oggi 5 febbraio Mario Diana, ex capogruppo del Pdl e poi di "Sardegna è già domani", a processo con l’accusa di peculato aggravato nell’ambito dell’inchiesta bis sull’uso dei fondi destinati alle attività politico- istituzionali.
L’acquisto è tra le spese contestate all’onorevole che ha spiegato: «Era un regalo che avevamo deciso di farci». Proprio con De Francisci, l’ex capogruppo - come da lui precisato stamane davanti alla prima sezione del tribunale di Cagliari - era andato in gioielleria a scegliere e pagare le costose stilografiche. La spesa era stata approvata dal gruppo: «L’unico contrario era Sanjust (Carlo Sanjust, arrestato con Diana nel novembre 2013 e già condannato a tre anni con rito abbreviato, ndr). È stato l’unico a non aver preso la Montblanc, l’ho convinto io a farlo dopo molti mesi», ha spiegato l’ex esponente politico.
A seguito di queste dichiarazioni, il pm Marco Cocco ha confermato che la penna era stata sequestrata a Sanjust ancora confezionata ma ha chiesto conto di quanto emerso precedentemente a dibattimento, ossia il rifiuto di Pietro Pittalis (oggi capogruppo di Fi in Consiglio regionale che ha testimoniato nell’ambito di questo procedimento, ndr) di accettare la stilografica. E a questo punto i toni tra le parti si sono accesi.
Diana ha poi ha precisato aver «saputo dalle carte che Pittalis non aveva preso la penna» e di aver «appreso che Pusceddu (Alessandro Pusceddu, uno dei collaboratori del gruppo insultato da Sanjust - come emerge dalle richiesta di misure cautelari - perchè accusato di aver collaborato con gli inquirenti, ndr) si era precipitato in procura a consegnare la penna di Pittalis».
Diana ha risposto con toni allusivi e poco cordiali ed è stato invitato dal presidente Claudio Gatti ad avere un atteggiamento più pacato. «A me Pusceddu disse che l’unico a non aver preso la penna era stato Sanjust», ha rimarcato Diana. «Ha controllato o si è basato sulle dichiarazioni di Pusceddu?», gli ha chiesto il rappresentante dell’accusa. «E lei non si sta basando sulle dichiarazioni di Pusceddu?», ha replicato l’ex esponente politico. «In questa sede è previsto che sia io a fare le domande e lei deve rispondere. Non è previsto che sia lei a fare domande a me», lo ha bacchettato il pm. «No, non ho controllato», ha risposto, a questo punto, l’imputato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
