La Nuova Sardegna

Scuole, parte dai territori il nuovo piano della giunta

La commissione approva il documento anche se non mancano osservazioni Dubbi su eventuali doppioni, ma sono state evitate le imposizioni dall’alto

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CAGLIARI. Il prossimo piano scolastico stavolta è partito dal basso, non ci sono state imposizioni come un anno fa. È stato un bene, secondo i sindaci, anche se per il sovrintendente regionale, Francesco Feliziani, «aumenterà il rischio di una polverizzazione delle iscrizioni». Con un buon equilibrio fra le due posizioni, la commissione Cultura del Consiglio regionale – presieduta da Gavino Manca del Pd – ha approvato comunque il piano 2016-2017 proposto dall’assessore Claudia Firino. Nel documento finale non mancano certo alcune osservazioni, come la richiesta che non ci siano sovrapposizioni fra l’indirizzo nautico proposto dall’istituto Deffenu di Olbia e quello storico del «Domenico Millelire di La Maddalena», come sottolineato a suo tempo dal consigliere regionale dell’Upc Pierfranco Zanchetta. Fra le altre osservazioni c’è anche la richiesta che l’istituto di Budoni non sia più accorpato a Siniscola ma ad Arzachena e sia rivisto anche il sistema scolastico dell’Alta Marmilla.

Il sì. «La decisione della Giunta – è stato il primo commento del presidente Manca – di lasciare spazio alle proposte dei territori ha creato le migliori condizioni per arrivare a risultati condivisi». Il prossimo – ha aggiunto – sarà comunque anche per la scuola sarda, un anno di transizione: «La riforma degli Enti locali appena approvata dal Consiglio cambierà completamente sia lo scenario di riferimento che i soggetti chiamati alla futura programmazione regionale della scuola». Questi profondi cambiamenti, ha concluso il presidente della commissione «ci devono spingere a moltiplicare i nostri sforzi per affrontare le scadenze che abbiamo di fronte e, sotto questo profilo, la priorità è varare al più presto una vera riforma dell'istruzione, perché la legge del 1984 parla non solo di una scuola che non esiste ormai da tempo ma anche di un mondo che non c'è più». E questa la strada per realizzare un sistema sardo della pubblica istruzione e dimostrare concretamente che la scuola è una precisa scelta strategica del Governo regionale, coerente con le iniziative messe in campo da quello nazionale con il programma della Buona scuola».

L’assessore. «La scelta della Giunta di dettare per il 2016-2017 solo le linee guida e lasciare ai territori le proposte ha arricchito certo l’offerta formativa, ma aumenta anche il rischio di un eccesso della stessa offerta. È un elemento su cui presto dovremo ragionare se vogliamo, come vogliamo, valorizzare le eccellenze», ha detto l’assessore Firino.

Le perplessità. Sono state quelle del sovrintendente scolastico regionale. Dal pericolo di una polverizzazione delle iscrizioni, con ben 49 indirizzi per il prossimo anno, al numero delle autonomie scolastiche. «Con il nuovo piano di dimensionamento – ha detto Francesco Feliziani – sono rimaste 281 autonomie. Troppe visto che almeno 8 risultato sottodimensionate. Mentre si sarebbe potuto fare di più fra riduzioni e razionalizzazioni delle realtà che non raggiungono i numeri minimi di studenti chiesti dal ministero».

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