L’addizionale comunale non va alle amministrazioni
SASSARI. In pochi giorni ha scalato tutte le classifiche delle tasse più odiate dai sardi. Ma nessuno sa che il balzello di 2,5 euro in più ha un nome beffa. si chiama “Addizionale comunale”, ma di...
SASSARI. In pochi giorni ha scalato tutte le classifiche delle tasse più odiate dai sardi. Ma nessuno sa che il balzello di 2,5 euro in più ha un nome beffa. si chiama “Addizionale comunale”, ma di quei soldi ai Comuni arrivano solo le briciole. In scali come Olbia o Alghero l’aumento vale più o meno 5 milioni di euro. Ai comuni vanno 40mila euro. Il resto finisce nel fondo del volo che paga la cassa integrazione dei dipendenti delle compagnie aeree in crisi. Ma questo passa quasi in secondo piano per gli amministratori. Perché oltre a dover ingoiare la più impopolare delle tasse si trovano davanti a un doppio paradosso. «Lo Stato da una parte ha vietato con un decreto ad hoc di istituire l’imposta di soggiorno – spiega l’assessore al Bilancio del Comun e –. Non solo, ma ha impedito di ritoccare le tariffe di chi le aveva già istituite. Come se non bastasse ha creato lui una tassa che colpisce non i turisti, ma tutti i passeggeri e l’ha fatta passare come imposta comunale. Un abuso che non può essere accettato. Anche per questo ho già parlato con il mio collega di Alghero. Insieme chiederemo un intervento dell’Anci. Con questo sistema si rende impossibile ai Comuni offrire servizi ai turisti e si caricano i sardi di ulteriori tasse». L’assessore per primo ha denunciato questa anomalia che tocca tutti i centri dell’isola che hanno una vocazione turistica. Blocco della tassa di soggiorno che in molti casi potrebbe valere un gettito importante per le casse di amministrazioni in piena crisi. «Che poi i 2,5 euro si sommano alle tasse sui biglietti aerei che già esistevano. Il totale di imposte è di 9,1 euro. Un salasso. E si colpiscono in modo i residenti. Il governo è il maggiore responsabile di questa distorsione che impoverisce i Comuni e arricchisce solo le finanze statali. C’è poi l’ambiguità di un governo che con la legge di Stabilità vieta ai Comuni di incrementare le imposte e con un altro decreto successivo fa crescere di 2,5 euro il prelievo sui biglietti aerei e li spaccia come aumenti comunali». (l.roj)
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