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Polizia, maxi sequestro: 300 chili di hascisc

Polizia, maxi sequestro: 300 chili di hascisc

Blitz degli agenti al porto. La droga era nascosta dentro alcune cassette di birra Il valore delle sostanze stupefacenti ritrovate si avvicina al milione di euro

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CAGLIARI. Trecento chili di hascisc nelle cassette della birra mandate dalla Campania e trovate nel deposito di un trasportatore al porto vecchio di Cagliari: è il più grosso sequestro di droga in Italia fatto col contributo di una unità cinofila nel corso di tutto il 2015 e dell’inizio del 2016. Il colpo lo ha messo a segno la sezione narcotici della squadra mobile diretta da Luca Armeni con l’indispensabile contributo dell’unità cinofila che ha sede a Oristano. Venerdì mattina il cane lupo femmina Odry e il cane lupo maschio Zigy hanno fiutato la droga ben chiusa nelle casse di birra Nastro Azzurro in un pallet sistemato nel deposito di un trasportatore al porto di via Roma, assieme a tanta altra merce alimentare arrivata dalla Campania.

Il cubo in cui erano impilate le cassette con la droga ha richiamato l’attenzione dei cani, gli agenti hanno smontato il pezzo, nelle cassette che si vedevano c’erano birre, all’interno di quelle sistemate al centro c’erano i tremila panetti di hascisc da un etto ciascuno. Per Cagliari è il più grosso sequestro di hascisc. All’ingrosso 300 chili di “fumo” valgono quasi un milione di euro, al taglio sul mercato si arriva a tre milioni di euro. L’identità di chi doveva ritirare la merce è al centro dell’indagine immediatamente ricominciata dopo il ritrovamento.

La storia di questo sequestro comincia ai primi di gennaio, quando gli agenti della Narcotici raccolgono la notizia di un arrivo di droga dalla Campania. La notizia aveva un dettaglio in più: il carico doveva arrivare nel giro di un mese, ogni momento era buono, la droga sarebbe stata inviata in mezzo a derrate alimentari. Così è iniziato il gran lavoro degli agenti: ogni giorno, poliziotti e cani lupo passavano in rassegna il contenuto dei tir, circa 20, che arrivavano dalla Campania nel porto di via Roma. L’informazione veniva data per sicura, ogni giorno poteva essere quello giusto. Venerdì nessuno ha avuto dubbi che il momento fosse arrivato perché prima Odry e poi Zigy hanno puntato uno dei cubi con le birre e non hanno mollato finchè gli agenti non hanno aperto le scatole. La spedizione è avvenuta senza il trasportatore ne avesse consapevolezza. A lui in Campania era arrivato il collo con la ricevuta di pagamento di 80 euro per la spedizione via mare in Sardegna e questo era sufficiente. L’indagine continua. (a.s.)

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