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Anche Zanda è contro Saieva

Anche Zanda è contro Saieva

Il capogruppo Pd al Senato: assurde le parole del procuratore

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CAGLIARI. Continua la polemica sulle parole del procuratore generale della Repubblica, Roberto Saieva, pronunciate nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario il 30 gennaio scorso, dove ha affermato che alcuni delitti in Sardegna sono frutto di un «istinto predatorio tipico della mentalità barbaricina». Dopo lo scrittore Marcello Fois critico su parole che condannano un’intera comunità sia in un’intervista alla Nuova Sardegna sia su una lettera inviata al Corriere della Sera, ecco che un altro sardo, Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato, scrive al quotidiano nazionale a proposito della frase di Saieva. Per dire che «dobbiamo ringraziare Marcello Fois per aver sottolineato, con un pensiero tanto acuto, l’assurdità delle parole del procuratore generale di Cagliari». «Viviamo in tempi molto difficili - ha detto Zanza -nei quali le parole sono più che mai decisive a spingerci in su verso il progresso o a buttarci giù verso la barbarie dell’incultura. In fondo Fois dice a chi esercita funzioni pubbliche di stare sempre attenti alle parole che usa: possono facilmente tradire il pensiero – conclude Zanda - e fare molto male alla società».

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