La Nuova Sardegna

Hayao Miyazaki, l’animazione dal cuore pacifista

di Fabio Canessa

Un libro sulle idee guida del regista giapponese Da oggi nelle sale “La ricompensa del gatto”

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di Fabio Canessa

Ha da poco compiuto 75 anni, cinquanta dei quali spesi a dare forma ai sogni. A infondere vita ai disegni. Dal suo esordio come animatore alla Toei alla realizzazione di “Si alza il vento”, il capolavoro con il quale nel 2013 Hayao Miyazaki ha deciso di chiudere una carriera inimitabile. Ritiro dalle scene come autore di lungometraggi (si parla invece della possibilità di continuare a fare dei corti) che è diventata occasione di confronto con la sua opera omnia, di una riflessione approfondita grazie alla quale si sono moltiplicate le monografie rivolte ad analizzarne la filmografia.

L’ultima, freschissima pubblicazione, in vendita da pochi giorni, ha come titolo “I mondi di Miyazaki. Percorsi filosofici negli universi dell’artista giapponese”. Il volume, uscito per Mimesis Edizioni (122 pagine, 12 euro), è curato dal saggista e critico cinematografico Matteo Boscarol, che da anni vive in Giappone, e raccoglie sette interventi di altrettanti autori: Alberto Brodesco, Marcello Ghilardi, Andrea Fontana, Marco Casolino, Luigi Abiusi, Roberto Terrosi, Massimo Soumaré. Interventi che toccano diversi aspetti, che a differenza di altri libri su Miyazaki non tracciano la storia del maestro giapponese dell'animazione e dei suoi successi, ma si concentrano e sviluppano varie problematiche, temi e pratiche filosofiche presenti nelle opere del regista.

Scienza e natura. Scegliere un solo tema per caratterizzare le storie raccontate dal genio giapponese, sempre complesse e con vari piani di lettura, è ovviamente impossibile. Ce n’è uno però così ricorrente e immediato che viene subito in mente: quello ecologico. Già nella memorabile serie “Conan il ragazzo del futuro” alla fine degli anni Settanta Miyazaki affronta in modo importante il problema della relazione tra uomo, natura e tecnologia.

Senza abbandonare sino in fondo la speranza, traspare il pessimismo dell’autore nel rapporto con l'ambiente della specie umana in qualche modo corrotta dalla scienza. L'ambientazione post apocalittica diventa in questo senso funzionale al discorso e verrà ripresa nel film “Nausicaa della valle del vento”, che precede la fondazione dello Studio Ghibli. La brama di conquista attraverso la tecnologia, la malagestione del progresso, lo sfruttamento eccessivo del territorio, delle risorse naturali, sono elementi che tornano costantemente nei suoi lavori. Eppure, in quella che a una visione superficiale può apparire una chiara contraddizione, Miyazaki non nasconde l'ammirazione per ingegneri, progettisti, per le macchine. In particolare per gli aerei, che da sogni volanti possono però anche diventare mezzi di distruzione. Guerra e pacifismo. Nel suo ultimo film, “Si alza” il vento, incentrato sul progettista dei noti aerei da caccia Zero, questo discorso è diventato occasione di facile (e inutile) polemica politica. Il regista giapponese, tratteggiando il personaggio di Jiro come ingegnere romantico, così ingenuo nel non pensare all'uso militare degli aerei spinto com'è a voler soddisfare la sua ossessione di progettare dei magnifici velivoli, è stato addirittura accusato di militarismo. Se non fosse chiaro il contrario dai segnali presenti in questo film, basterebbe uno sguardo al resto della sua produzione (senza parlare delle prese di posizione contro il nucleare e contro il governo Abe). Il desiderio pacifista è alla base della poetica di Miyazaki che condanna ogni tipo di guerra. Per citare un titolo esemplificativo, con sempre aerei di mezzo, basta ricordare lo stupendo “Porco Rosso” ambientato in Italia durante i primi anni del periodo fascista.

La presenza divina. Gli spunti riportati con estrema sintesi in queste righe, sono alcuni dei temi sviluppati con analisi precise dai diversi autori dei saggi che compongono il volume curato da Matteo Boscarol. Tra gli altri merita di essere menzionato il concetto di presenza divina, che trova particolare significato nel film “Principessa Mononoke”, per certi versi summa di tutto il cinema del maestro giapponese.

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