Lo sbarco di Matteo Salvini: «La Murgia mi piace Il Qatar? Va frenato»
Il leader leghista oggi nell’isola: tra elezioni e autonomismo «Le terre incolte sarde ai migranti? Una follia di Severgnini»
SASSARI. In principio fu Umberto Bossi che, durante la prima estate al governo con Berlusconi, si presentò a un vertice in Costa Smeralda con addosso una mitologica canottiera bianca. Era il 1994. Da allora la Lega Nord ha provato più volte a incunearsi nell'isola, anche alleandosi col Psd'Az, ma sempre con risultati da prefisso telefonico. Ventidue anni dopo la Lega ha deciso di riprovarci. Oggi arriva in Sardegna Matteo Salvini per un tour tra Cagliari, Alghero e Olbia. Un'intera giornata isolana per incontrare i simpatizzanti, ma soprattutto per provare a cementare le alleanze con Forza Italia e FdI in vista delle comunali di giugno. «La Sardegna è la realtà lontana da Milano con cui ho più contatti. Mi fermano, mi scrivono, mi telefonano. Nel Nord c'è una forte comunità sarda che mi racconta ciò che succede nell'isola. Disoccupazione, immigrazione, collegamenti inesistenti».
A Cagliari studenti e antifascisti hanno organizzato un sit in contro il suo arrivo.
«Cose che succedono ovunque. Ognuno è libero di essere in dissenso. Basta non eccedere. Se poi uno pensa che Salvini non possa venire in Sardegna è solo un disadattato».
In passato la Lega si è presentata alle elezioni in Sardegna con risultati molto scarsi.
«Nell’isola c'è sempre stata una realtà autonomista molto più forte che altrove, era difficile farsi spazio. Anche se oggi è scomparsa o si è svenduta alla sinistra».
Veramente nel 2006 il Psd'Az si candidò con la Lega.
«Vero, vi fu una collaborazione. Ma in generale il mondo dell'indipendentismo, dell'autonomismo è troppo frammentato. Se potessi essere utile alla causa non mi tirerei indietro».
Le piace qualche esponente dell'autonomismo sardo?
«Stimo Mauro Pili. Ha buone idee, fa battaglie importanti, soprattutto contro un Pd che occupa tutti gli spazi».
E Michela Murgia?
«La ricordo quando era candidata alla Regione. Mi piaceva. I suoi temi erano i nostri: territorio e lavoro».
A giugno si vota. A Olbia Noi con Salvini sosterrà Nizzi, mentre a Cagliari il candidato sindaco ancora non c’è.
«A Cagliari è il caos. Oggi andrò lì per incontrare e ascoltare. Io sono per l'unità, perché se ognuno va per conto suo è finita. A tutto però c'è un limite: mai con Alfano, il disastro sulla sicurezza è colpa sua».
A Roma, invece, Rita Dalla Chiesa si è ritirata dopo il suo mancato appoggio.
«Ormai è una corsa al ritiro, gente che si candida e si scandida subito dopo. Almeno a Milano è arrivato il sì di Parisi».
Prima eravate una forza limitata al Nord. Oggi provate ad avere una dimensione nazionale. Cos’è cambiato?
«Non c’era l'Europa che in questi 15 anni ci ha espropriato tutto. Abbiamo perso la moneta, il controllo dei confini, del commercio, dell'agricoltura, della pesca. Un territorio da solo non può portare avanti la battaglia per riprendersi la sovranità perduta. Oggi l’avversario è il Pd. È vero, il centrodestra ha fatto errori, ma dobbiamo fare fronte comune».
Oggi farà tappa anche ad Alghero dove incontrerà i dipendenti dell'aeroporto.
«Alghero vive una situazione difficile per colpa della Regione, che non ha saputo gestire l'aeroporto. Meglio i privati. E poi ci si è messo pure il governo con l'aumento delle tasse aeroportuali che hanno fatto fuggire Ryanair. Quest’isola è in ostaggio. E mi riferisco anche ai costi dell'energia e ai monopoli dei traghetti. Il rischio concreto è che entro trent'anni dalla Sardegna se ne scapperanno 250mila persone».
Beppe Severgnini ha proposto di donare le terre incolte dell’isola ai migranti: in tal modo si risolverebbe anche il problema dello spopolamento.
«Una cazzata di dimensione planetaria. Fossi stato sardo mi sarei offeso».
Cosa ne pensa degli investimenti del Qatar nell’isola?
«Non voglio fare lo schizzinoso, ma è necessario mettere dei paletti. Stiamo correndo il pericolo che fra trent'anni tutte le aziende italiane saranno in mani straniere e i nostri figli dovranno dipendere da altri».
Renzi è tutto da bocciare?
«Sì, perché non ha cambiato la Fornero, una legge disastrosa. E poi per la politica sulla immigrazione, dove ci vuole la mano ferma: espulsioni, espulsioni, espulsioni».
Crede che il ddl Cirinnà passerà così com'è?
«Se guardo cosa è successo in Parlamento in questi due anni dico sì. Renzi è riuscito a fare cambiare maglia a decine di parlamentari. Ancora spero non passi, è una legge sbagliata, apre la via alle adozioni gay».
Oggi arriva in Sardegna in vista delle amministrative. La prossima sarà da candidato a premier del centrodestra?
«Sto studiando, vedremo».
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