«Le insidie di social e smartphone»
Gianfranco Oppo: parliamo con i nostri ragazzi, non lasciamoli soli
NUORO. «Il caso ha una sua unicità: è la prima volta che si parla di una black list di bulli e di centinaia di ragazzi implicati e segnalati. Siamo di fronte all'inversione della tendenza storica del "lasciamo cadere la cosa o ancora peggio del sbrighiamocela da soli». Gianfranco Oppo, pedagogista nuorese, esperto di devianze giovanili, è molto colpito dalla storia della dodicenne perseguitata da centinaia di bulli. «Di quante vittime deve essere tappezzata la via del percorso evolutivo dei nostri ragazzi e con loro dei genitori che non sanno come fare, a chi rivolgersi e corrono a comprare un seconda scheda perché la prima è ormai bruciata per gli insulti, le offese, le maldicenze arrivati a centinaia, nel cuore della notte, nell’intimità della propria casa. Ma anche – aggiunge Oppo – quanti genitori dovranno iscriversi al partito più potente d’Italia, quello degli avvocati dei propri figli, prevaricatori talvolta ignari. Sono genitori che capiranno solo quando i figli sono ormai cresciuti, che sono solo “avvocati della cause perse” perché non sono neanche riusciti a trasmettere loro che non devono essere dei pecoroni ammaestrati da lunghe ore in solitudine su Facebook a pigiare su I like. Circolano sugli smartphone dei bambini dai dieci anni in su innumerevoli catene di Sant’Antonio fatte con Whatsapp che prendono di mira la vittima di turno sbeffeggiandola con migliaia di immagini volgari e parole pesanti, o con bambine in mutande a svolazzare nell’etere tra i commenti degni di scaricatori di porto. Cosa consigliare poi a quei dirigenti lasciati soli a decidere che strategie adottare per comunicare, contrastare e abbassare i toni di fronte alle prepotenze, virtuali e no, ormai dilaganti. Quante Caroline Picchio (la ragazzina che si suicidò nel 2013 ndr) dovremo sacrificare per interpretare la mestizia del padre sconsolato eppure dignitoso di fronte alle telecamere a raccontare della figlia?», si domanda Oppo. «Empatia, responsabilità personale: ecco cosa basterebbe se avessimo davvero a cuore i nostri figli, alunni, ragazzi. Altro che programma scolastico da svolgere di filosofia e di matematica: evidentemente c’è ancora chi ignora l’angosciosa tristezza delle Monadi di Spinoza e “La solitudine dei numeri primi” vincitori del premio Strega e Campiello».
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