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Il sottosegretario Ferri: giusto denunciare

Il sottosegretario Ferri: giusto denunciare

L’intervento dell’esponente del governo Renzi: «Solo in questo modo si può debellare il fenomeno»

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SASSARI. La decisione dei genitori di denunciare gli atti di bullismo perpetrati nei confronti della figlia dodicenne riceve anche il plauso del governo. Sulla vicenda della ragazzina di Nuoro è intervenuto anche il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, che ha pubblicamente elogiato la famiglia e il dirigente della scuola per come è stata affrontata la questione. «La vicenda della ragazza ripropone con drammaticità un tema increscioso sempre più diffuso nel nostro paese, ma questa storia è anche l'esempio di come il bullismo può essere sconfitto se si riesce a trovare il coraggio di denunciare».

Per il sottosegretario del governo Renzi, dunque, è da encomiare la scelta dei genitori della 12enne, ma anche quella del dirigente scolastico di sospendere gli alunni che si sono macchiati ai atti di bullismo. «Questa ragazza, accusata in modo assurdo di portare iella – dice ancora Ferri, che è anche un magistrato – grazie anche ai suoi genitori è riuscita a squarciare quella cappa di insulti e derisione che la stava opprimendo. E la decisione del dirigente scolastico dell'istituto frequentato dalla ragazza di procedere a sospensioni di alunni coinvolti in alcuni episodi è giusta». Bene le punizioni, ma non possono bastare. Per il sottosegretario Ferri alle sospensioni devono fare seguito anche progetti finalizzati alla prevenzione degli atti di bullismo. «Accanto alle misure sanzionatorie chi ha messo in campo atteggiamenti e comportamenti riprovevoli va inserito in un più ampio progetto educativo e di vita che abbia come obiettivo quello di prevenire questi stessi comportamenti».

L’intervento del sottosegretario alla Giustizia arriva all’indomani di un altro atto di bullismo che ha avuto come vittima un coetaneo pugliese della giovanissima di Nuoro. A Galatone, nel Salento, un ragazzino 12enne è stato costretto dai suoi amici - in tutto quattro - a stendersi sui binari e poi è stato bersagliato con decine di gommini sparati con un fucile ad aria compressa. Un episodio su cui ha deciso di aprire un fascicolo di inchiesta la procura presso il tribunale per i minorenni di Lecce. All'attenzione del procuratore ci sono quattro ragazzini, anche loro di Galatone, studenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni. (al.pi.)

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