La Nuova Sardegna

Nove anni di duelli, alleanze e strappi

di Alessandro Pirina
Nove anni di duelli, alleanze e strappi

Oggi ci sono quattro anime: i soriani, area Cabras-Fadda, la minoranza e i fedelissimi del governatore

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SASSARI. Il 14 ottobre 2007 nasce il Pd. Walter Veltroni vince a man bassa le primarie. Una vittoria facile, visto che i big dei gruppi dirigenti di Ds e Margherita si schierano tutti con lui. Uno scenario che si ripete anche per la scelta dei segretari regionali, eletti lo stesso giorno se non all’unanimità, comunque con percentuali bulgare. A fare eccezione è la Sardegna, dove per la segreteria è una lotta all'ultimo voto. Da una parte, il senatore Antonello Cabras, appoggiato da tutti i big, a partire dall'allora numero uno della Margherita, Paolo Fadda, dall'altra il presidente della Regione, Renato Soru, sostenuto dagli assessori e dai suoi fedelissimi. La spunterà il primo, ma di misura. Nove anni dopo il Pd nazionale, che ha archiviato non solo Veltroni, ma anche Franceschini e Bersani, ha in Renzi il suo unico - o quasi - leader di punta. Una rottamazione, o comunque un cambio di classe dirigente, che nell'isola fa fatica a trovare spazio.

Stessi leader. A nove anni dalle sue prime elezioni il Pd sardo è ancora alle prese con la lotta tra Soru, nel frattempo diventato segretario del partito, e l'area Cabras-Fadda, che dopo averlo appoggiato alle primarie del 2014, gli ha poi tolto il sostegno. L'ultima puntata di un'infinita telenovela ricca di colpi di scena, ma sempre con gli stessi protagonisti. Due lustri di alleanze, rotture, armistizi, fratture, ricomposizioni.

L’alleanza. Le primarie del 2014 avevano visto le netta affermazione di Soru, eletto segretario con il 51 per cento. Una vittoria figlia dell'alleanza con gli avversari di sempre, appunto Cabras e Fadda. Dall'altra parte il senatore Ignazio Angioni, con l'appoggio di ex Ds e renziani della prima ora, si era fermato al 36 per cento, mentre Thomas Castangia, che poi ha seguito Pippo Civati fuori dal Pd, aveva raggranellato il 12. Uno scenario che ha resistito alle frizioni per 12 mesi.

La frattura. Alla fine del 2015 la nuova rottura. L'ennesima nella storia del Pd sardo. Che ora si presenta diviso in tre aree. O forse quattro, se si tiene conto del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che alla luce del suo ruolo ha preferito ritagliarsi un ruolo superpartes, al di sopra delle varie correnti.

Giunta Pigliaru. Sono suoi fedelissimi il vicepresidente Raffaele Paci, l'assessore all'Ambiente Donatella Spano e il titolare della Sanità, Luigi Arru, che, però, è anche molto vicino a Soru. Come lo era anche l'assessore agli Affari generali, Gianmario Demuro. Gli altri assessorati in quota Pd sono Trasporti (Massimo Deiana, area Cabras), Urbanistica (Cristiano Erriu, vicino a Fadda) e Lavoro (Virginia Mura) che fa capo alla minoranza degli ex Ds.

I soriani. Dopo l’addio del gruppo Cabras-Fadda a sostenere il segretario sono rimasti solo i suoi fedelissimi. In consiglio regionale il capogruppo Pietro Cocco e i consiglieri Salvatore Demontis, Luigi Lotto e Gigi Ruggeri. Molto vicini a Soru sono anche i deputati Caterina Pes e Francesco Sanna.

Area Cabras Fadda. È la componente più numerosa, anche perché al suo interno si divide in più anime. Con Cabras ci sono il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, il predecessore Giacomo Spissu, il senatore Silvio Lai, i deputati Romina Mura ed Emanuele Cani, i consiglieri regionali Giuseppe Meloni e Antonio Solinas. Fanno capo a Fadda, invece, i consiglieri Lorenzo Cozzolino e Cesare Moriconi. C’è infine il vice capogruppo Roberto Deriu, che per quanto non sia espressione diretta di Cabras o Fadda, fa parte della stessa componente.

La minoranza. Anche l’area che alle primarie ha espresso il senatore Ignazio Angioni presenta al suo interno più anime. La maggioritaria è quella degli ex Ds guidati dal deputato Siro Marrocu. Ne fanno parte l’ex sottosegretario Francesca Baracciu, la deputata Giovanna Sanna, i consiglieri regionali Piero Comandini, Rossella Pinna e Gianmario Tendas. Nel gruppo anche gli ex Margherita prima vicini a Salvatore Ladu: il senatore Giuseppe Luigi Cucca e i consiglieri Daniela Forma e Franco Sabatini. Nell’area Angioni anche i renziani della prima ora guidati dal consigliere Gavino Manca. Ha invece sostenuto Soru, ma gli ha ritirato l’appoggio poco dopo le primarie il deputato Gian Piero Scanu. Infine, c’è il gruppo della Traversata, gli ex civatiani che non hanno seguito Castangia fuori dal Pd, ma che sono rimasti all’opposizione di Soru.

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