La Nuova Sardegna

Super Irpef “sterilizzata” Colpo di scena della giunta

di Umberto Aime

I contribuenti non dovranno più pagarla. Sarà la Regione a caricarsi il disavanzo Recuperati 70 milioni dalla Finanziaria al posto del mancato extra gettito fiscale

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Evviva: non pagheremo più l’aumento delle tasse regionali. Alla fine le imprecazioni, gli appelli e i ceri accesi sotto l’altare di «nostra Signora del rimedio» hanno fatto breccia nella fredda e cinica contabilità della Regione. Per sfociare nel miracolo: quest’anno l’annunciato, odiato e pericoloso (per la maggioranza di centrosinistra) rincaro delle addizionali sarà «sterilizzato». Annullato, congelato subito, anche se l’ultima decisione scontata spetterà al Consiglio regionale, e con discrete possibilità che avvenga lo stesso, il congelamento, nel 2017 e l’anno successivo.

Esultare si può. Niente super Irpef (persone fisiche) e niente maxi Irap (imprese): l’incubo è svanito, all’improvviso. Più nulla di nulla, con un gioioso salto all’indietro nelle tabelle. Ritorneranno l’1,23 d’imposta unica per i cittadini, con l’addio all’aliquota che era stata invece diminuita o maggiorata a seconda del reddito, e anche il 2,9 (l’Irap) a carico delle società, con la risurrezione dello sconto concesso nel 2014.

Stop and go. Votate a dicembre dal Consiglio regionale, per mettere mano al mostruoso deficit della sanità, 750 milioni fino al 2018 arretrati compresi, sulle tabelle delle mega-tasse c’è stato l’invocato colpo di spugna. Era stato auspicato dai partiti del centrosinistra, molto preoccupati per gli effetti collaterali in politica e alle prossime amministrative, e preteso, con toni bruschi, anche dall’opposizione, impegnata da dicembre in un tiro al bersaglio sulla «Giunta delle tasse».

Il protagonista. Con un colpo da maestro (contabile) e a poco più di un mese dal voto in aula, è stato proprio chi – guarda caso -aveva proposto quel sacrificio, seppure a malincuore, sue parole, cioè l’assessore al Bilancio Raffaele Paci. È stato lui a tirar fuori dal cilindro, o dai conti che dir si voglia, il coniglio bianco. È stato sempre lui – e non la maggioranza e di questo qualcuno si è risentito – a trovare i 70 milioni necessari, indispensabili per congelare l’extra gettito fiscale già deciso e scaricato dopo Natale sui contribuenti, che lo avrebbero pagato nel 2017 con le dichiarazioni dei redditi del 2106.

Il meccanismo 1. Chi crede nei miracoli (e questo lo è) mai si farà domande sul perché di certe apparizioni – sono i misteri della fede – e anche in questa vicenda è meglio accettare in silenzio l’evento quasi soprannaturale. Perché questi soldi, benedetti, prima non c’erano, ora ci sono. Spiegare da quale cassetto siano stati presi è difficile, o comunque servirebbe un’edizione aggiornata del manuale «l’esperto commercialista» per non incorrere in strafalcioni. Però la ricostruzione terra-terra dovrebbe essere questa. Nel confronto fra i bilanci del 2014 e quello dell’anno scorso, la Regione ha risparmiato e il debito pubblico della Sardegna è diminuito da 1,373 a 1,247 miliardi. Sono stati proprio questi 226 milioni in meno a permettere alla Giunta di non aumentare, come imposto dalla legge, le riserve destinate ai vecchi debiti. Tecnicamente i «residui perenti», o parcheggiati, ma che da un momento all’altro un creditore può presentare comunque all’incasso.

Il meccanismo 2. Dopo aver accertato di essere stata virtuosa nel ripianare il debito e senza più il vincolo di accantonare altri milioni nel «fondo perenzioni», il contabile ha realizzato la seconda parte dell’’operazione «niente più tasse». Come? Ha liberato da un capitolo della Finanziaria gli 82 milioni altrimenti destinati a coprire il rischio vecchi debiti e dirottati altrove. C’è da chiedersi subito come mai l’alternativa alle imposte sia stata trovata solo poche ore fa. Anche questa risposta sarebbe molto tecnica, però può essere riassunta così: solo l’8 febbraio e non prima, la Giunta ha avuto in mano le prove d’ essere stata parsimoniosa. È stato quando, poche settimane fa, ha licenziato il consuntivo reale, non più stimato del 2015, prima sarebbe stato impossibile. Comunque è dal tesoretto di 82 milioni che saranno prelevati i 70 oggi «traslocati» di peso per «sterilizzare» Irpef e Irap. Per essere ancora più diretti: sarà la Regione a mettere i soldi salva-sanità (che comunque sono sempre pubblici) e non più le famiglie. Il vero miracolo è questo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative