La Nuova Sardegna

Lo steward: nessuna garanzia per il futuro

di Dario Budroni
Lo steward: nessuna garanzia per il futuro

Fabrizio Serra: «Ci vogliono far pagare le colpe dei manager». Anche la sua compagna è una hostess

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OLBIA. Il numero si incastra nella gola. Impossibile mandare giù il costo dell’operazione: 900 esuberi per aprire le porte al Qatar. Fabrizio Serra, 50 anni, assistente di volo dal 1989 e delegato della Filt Cgil, lo dice chiaro e tondo: «Un accordo che lascia a casa centinaia di lavoratori non si può sostenere. E se ne mandano via 600 anziché 900 non siamo di certo contenti». Lui punta il dito contro i manager. Perché il problema, secondo Serra, parte da molto lontano. «Questo è il risultato di una serie di scelte sbagliate – commenta -. Se l’azienda è in queste condizioni non è di certo colpa dei lavoratori. Sono i manager che decidono, mica noi».

Futuro nero. Fabrizio Serra è padre di due bambine. Anche la sua compagna è una hostess. Da anni deve fare i conti con il dramma del posto di lavoro a rischio. «Non ci sono opportunità per i giovani, figuriamoci per uno come me» dice Serra. Il sindacalista parla anche delle probabili soluzioni per arginare gli esuberi. Per i lavoratori Meridiana si parla per esempio di eventuali assunzioni a Doha. «Ma il Qatar fa le sue selezioni, non assume mica a scatola chiusa solo perché sei di Meridiana. Non esistono certezze – spiega –. Si sta discutendo anche di contratti part-time verticali. Ma decidere di lavorare part-time anziché full-time, per allargare la platea, presuppone la volontarietà del lavoratore. È teoria, non pratica».

I più colpiti. La maggioranza degli esuberi colpirà gli assistenti di volo. «Dicono che i problemi di questa azienda siano generati dal costo dei lavoratori. È solo uno specchietto per le allodole – spiega Serra –. Se siamo arrivati fin qui è perché l’attività che svolgeva Meridiana fino a 5 anni fa è stata spostata verso Air Italy. Di conseguenza sono aumentati a dismisura i numeri della cassa integrazione e degli esuberi. Per risolvere un po’ questa situazione basterebbe riportare l’attività dentro Meridiana».

Perché troppi. Il numero degli assistenti di volo è uno degli argomenti più discussi. «Siamo così tanti perché a metà degli anni Novanta si decise di interrompere la tradizione delle assunzioni in pianta stabile proporzionate alla crescita della compagnia – spiega Serra –. L’azienda puntò quindi sugli stagionali. Anche se in realtà non è mai stato così, visto che i contratti risultavano sempre più o meno lunghi». Una pratica poi dichiarata illegittima dal giudice. «E nonostante le prime sentenze, la compagnia è andata avanti così fino al 2007. Di colpo, quindi, si è trovata a dover assumere tutti».

Il costo. «Se l’ostacolo per riportare equilibrio tra Meridiana e Air Italy è il costo del lavoro, noi siamo pronti a discutere – conclude Serra –. Ma l’azienda non è interessata, non c’è la volontà. Questo è un disegno ben preciso. Perché sappiamo bene che il costo del lavoro non incide così tanto da determinare il successo o l’insuccesso di una azienda. Sono anni che lo Stato paga gli stipendi durante i periodi morti. Ma nonostante tutto la compagnia è in continua perdita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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