Metano, pressing dei sindacati
Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione di indicare tempi certi
CAGLIARI. Non può continuare il balletto su come e quando arriverà il metano in Sardegna. Con un comunicato, Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato la Regione «a scegliere entro marzo le strategie definitive, sui tempi e sulle modalità, perché chi è stato eletto per assumersi delle responsabilità non possa sfuggire ancora al dovere di decidere in tempi stretti nell'interesse della Sardegna». I tre sindacati ritengono che il Piano energetico approvato dalla Giunta sia «sì preparatorio a un progetto di sviluppo, ma contenga un grave limite, quello di non indicare nell'immediato il percorso, i tempi e le modalità per far arrivare il metano». Perché – è scritto ancora nel comunicato – «d’indecisionismo si muore fino a danneggiare i cittadini e le imprese». Rigassificatori costieri o tubo Toscana-Sardegna? «Fra questi due ipotesi – scrivono Cgil, Cisl e Uil – la Regione deve scegliere entro marzo». Per poi ricordare: «Siamo sempre più convinti che il metano debba arrivare in tempi stretti, a prezzi competitivi e la rigassificazione è l'unica scelta in grado di garantire l'approvvigionamento e la concorrenzialità». Infine, sempre secondo i sindacati, «la nuova programmazione energetica regionale deve passare anche attraverso la graduale riconversione delle centrali elettriche esistenti, Fiumesanto, Portovesme, Ottana Energia, per cui non è più rinviabile nel tempo l'avvio degli interventi di riqualificazione tecnologica, finalizzati a una maggiore sostenibilità ambientale e competitività economica».
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