Pigliaru: «Niente sprechi e programmi realistici»
CAGLIARI. Eliminare gli sprechi, spendere meglio i soldi pubblici, allargare il campo d’azione delle imprese sarde fino ai mercati internazionali: il quadro desolante descritto nelle relazioni della...
CAGLIARI. Eliminare gli sprechi, spendere meglio i soldi pubblici, allargare il campo d’azione delle imprese sarde fino ai mercati internazionali: il quadro desolante descritto nelle relazioni della Corte dei Conti e i riferimenti inevitabili alla politica regionale non hanno turbato il governatore Francesco Pigliaru, che vorrebbe mettere la Regione sul binario della legalità e della collaborazione con la magistratura contabile, chiamata a controllare l’uso del denaro pubblico: «Rinnovare il forte rapporto che lega le due istituzioni - ha detto Pigliaru - così come rinnovare l'impegno di una collaborazione che, nel rispetto della distinzioni dei ruoli, è volta a migliorare l'efficacia dell'utilizzo delle risorse pubbliche, compito oggi più che mai di assoluta priorità, e a rendere servizi migliori ai cittadini». È un auspicio ma anche una promessa, considerati i ruoli: «L'azione che abbiamo voluto intraprendere con la giunta regionale, sin dall'inizio di questa legislatura, è improntata a una riqualificazione della spesa pubblica, sottraendola a una logica d'intervento a pioggia per concentrarla verso politiche orientate a favorire uno sviluppo strutturale e duraturo» ha detto il presidente, citando l'importanza della programmazione unitaria per integrare le risorse tra loro ed evitare gli sprechi dovuti alla frammentazione. Pigliaru ha proseguito portando ad esempio alcune scelte della Giunta: «Parliamo dell'intervento sulla scuola e sull'edilizia scolastica tramite il progetto Iscol@, delle ingenti risorse per interventi a favore dell'internazionalizzazione delle nostre imprese, comprese quelle culturali, che sono ora costrette in un mercato troppo piccolo, così come parliamo della buona performance di spendita dei fondi europei che per la prima volta ha visto la Sardegna tra le regioni virtuose. Citazione a parte merita la lotta radicale alla peste suina che portiamo avanti con determinazione - ha sottolineato – della Regione è una battaglia di grande valore simbolico: per la legalità che porta sviluppo, contro l'illegalità che porta solo arretramento e malessere. Ancora, c'è da dire che il risultato presunto di amministrazione al 31 dicembre 2015, recentemente deliberato dalla giunta regionale, evidenzia il rispetto dei vincoli di finanza pubblica disposti dal legislatore ed il corretto ripiano annuale del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario. Ricordo anche lo sforzo intrapreso per semplificare il quadro organizzativo dell'amministrazione regionale e del comparto sanitario, un altro ambito in cui bisogna fare ordine dopo anni di spesa non controllata - ha proseguito Francesco Pigliaru - sforzo sempre volto a qualificare al meglio l'utilizzo delle pubbliche risorse senza diminuire il livello dei servizi resi ai cittadini. In quest'arco di tempo abbiamo sempre trovato nella Corte dei Conti della Sardegna un interlocutore attento e dialogante anche nell'affrontare il difficile compito di essere la prima regione a statuto speciale ad aver adottato il pareggio di bilancio e l'armonizzazione dello stesso. La legge nazionale di stabilità 2016 ha innovato rispetto agli obblighi previsti dalla legge 190 del 2014 per il 2015, semplificando le procedure di calcolo degli equilibri. Infatti per il 2016 è previsto il rispetto di un unico saldo obiettivo: un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e spese finali. Tale novità consentirà, soprattutto per l'eliminazione dei vincoli del rispetto dell'equilibrio di cassa, eventuali ulteriori margini di spesa in termini di pagamenti con l'utilizzo dell'avanzo di cassa».
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