La Nuova Sardegna

Borsa italo-araba, si parla di agroalimentare

di Simone Repetto
Borsa italo-araba, si parla di agroalimentare

Negli Emirati aumenta la richiesta dei prodotti sardi. Ma emergono le difficoltà logistiche dell’isola

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Molteplici workshop tematici e incontri business to business, con la concreta possibilità di chiudere affari tra aziende italiane e arabe, hanno caratterizzato ieri l’avvio della seconda edizione della Borsa internazionale delle imprese italo-arabe, in programma fino a oggi presso la sede cagliaritana dello Ied. Un appuntamento organizzato dalla camera di commercio italo-araba – con il contributo della fondazione Banco di Sardegna e la partecipazione di enti e istituti – con l’obiettivo di potenziare l’export verso il mondo arabo, dal Maghreb fino al Medio Oriente e oltre, e riguardante settori quali agroalimentare, edilizia, carpenteria metallica, energia, meccanica, plastica e pure cosmetica. Si è discusso di internazionalizzazione e dell’importanza di sviluppare nuove competenze per agire in maniera ottimale in un vasto e promettente mercato, avente tuttavia regole e modalità operative diverse e talvolta difficili da penetrare, per la nota instabilità sociopolitica di alcuni stati come la Libia. Eppure, è emerso, anche da frontiere apparentemente off-limits ci sono opportunità che possono esser colte, ricordando il grande valore dell’interscambio commerciale con l’Italia di qualche anno fa. Una nuova frontiera è l’Iran, dove l’affievolirsi dell’embargo internazionale propone un mercato da conquistare, a partire dalle nuove tecnologie verdi di produzione energetica. Poi, ci sono nazioni in cui aumenta la richiesta di prodotti sardi, vedi gli Emirati Arabi. Lo fa notare Is Mellus, azienda fornitrice delle migliori produzioni agroalimentari regionali, da qualche anno attiva a Dubai. Ma come ha spiegato il titolare, Alberto Caddeo, «accanto al grande interesse per i prodotti sardi, continuiamo a incontrare difficoltà logistiche nelle spedizioni dalla Sardegna, per burocrazia, disponibilità dei vettori e l’alto costo del trasporto». Da qui è emersa la necessità di avere un sistema tra Regione, Governo, enti, banche e aziende, per trovare soluzioni comuni. Accanto a nuove indicazioni, come quella di sviluppare il marchio Sardegna a 360 gradi – dalla bontà dei prodotti alla bellezza del territorio – e lanciare una nuova continuità territoriale marittima, tra la Sardegna e i vicini paesi del nord Africa, così da agevolare il transito di passeggeri e merci.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative