La Regione investe nella limba
Scuola e sportelli linguistici: nel 2015 stanziato oltre un milione di euro
CAGLIARI. La Regione presenta i progetti e le risorse per la diffusione della lingua sarda. Nel 2015 sono stati stanziati 900mila euro per l’insegnamento nelle scuole – di ogni ordine e grado – della lingua sarda coinvolgendo 131 istituti con 277 progetti diversi. Per il funzionamento degli sportelli linguistici sono stati destinati 150mila euro. Gli esperti di lingua sarda e catalana, divisi tra Cagliari, Sassari e Alghero, sono cinque. A loro compete la traduzione di atti e documenti ufficiali, la stesura bilingue di depliant e brochure informative, e la promozione di altre iniziative per la diffusione della lingua sarda e del catalano di Alghero. Infine, per garantire e potenziare il servizio nei 156 Comuni coinvolti e l’impiego di 70 operatori, la Regione intervenuta stanziando un finanziamento di 500mila euro, fronteggiando così il decremento delle risorse statali della legge 482 del 1999. «Non c’è futuro per la lingua sarda, se i nostri giovani non la considerano parte di sè e della loro identità, se non la imparano e non la utilizzano nella vita quotidiana per comunicare», ha sottolineato l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Claudia Firino, in un incontro a Cagliari che ha riunito operatori di settore, amministratori, insegnanti ed esponenti del mondo accademico. «I progetti portati avanti sui banchi di scuola devono avere una coerenza didattica», ha aggiunto l’assessore, «ed è necessario creare nuovi materiali, partendo da una ricognizione organica dell’esistente». Quanto agli sportelli linguistici, Firino ha sottolineato la necessità di «certificare le competenze degli operatori, sia per valorizzarne e professionalizzarne il ruolo, sia per dare garanzia di qualità dei progetti da loro curati agli enti che si avvalgono del loro lavoro. Puntiamo a una certificazione che abbia un valore non solo in Sardegna ma a livello europeo». Sul tema è intervenuto anche l’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, che ha detto: «Il sardo può essere una lingua viva soltanto se aiutiamo le nuove generazioni ad appropriarsene, a sentirlo parte integrante della loro vita e non solo una tradizione della nostra terra». «Non si tratta di imporre uno stile di vita – ha precisato Erriu – bensì di aiutare i bambini e i ragazzi ad apprezzare ciò che ci appartiene da secoli».
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