La Nuova Sardegna

Tempio, la Zir affonda nei debiti: super-consulenza alla dirigente

di Silvia Sanna
La Zona industriale di Tempio
◗
La Zona industriale di Tempio

Il commissario affida un incarico da 3mila euro al mese al direttore generale che va in pensione La Regione all’attacco: stipendi troppo alti e incarichi inutili, la delibera deve essere annullata

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il consorzio annega nei debiti, i dipendenti non ricevono lo stipendio da un anno e il commissario (dimissionario) affida un incarico di consulenza alla dirigente prossima alla pensione. Il compenso? Tremila euro al mese. Succede a Tempio, nell’area Zir, in liquidazione dal 2008 come gli altri 7 consorzi industriali dell’isola. La Regione, assessorato all’Industria, non ci sta. E con una lettera dai toni durissimi impone lo stop alla delibera. Che però rischia di diventare operativa: a revocarla dovrebbe essere il nuovo commissario, ma la persona nominata un mese fa ha presentato le dimissioni prima ancora di prendere servizio.

L’incarico. La storia inizia il 24 dicembre del 2015. Il commissionario liquidatore Nello Pasella, in carica dal 2009 e dimissionario dal febbraio 2015, firma una determina con la quale assegna a Salvina Deiana, direttore generale del consorzio, un incarico di collaborazione: con il ruolo di consulente esterno, la dottoressa Deiana dal 1 aprile dovrà occuparsi delle pratiche legate alla liquidazione del consorzio Zir. Nella determina si specifica che la dirigente, avendo maturato i requisiti, andrà a breve in pensione e che l’affidamento dell’incarico è reso necessario dal fatto che solo lei, all’interno della struttura, possiede le competenze professionali richieste. Nella comunicazione che Pasella invia alla Regione l’11 gennaio è specificato anche il compenso ritenuto congruo: 3mila euro al mese.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.13031335:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.13031335:1653419235/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La Regione all’attacco. Una risposta articolata per dire che non se ne parla proprio. La Regione, assessorato all’Industria, non prende benissimo la decisione dell’ex commissario Pasella. Al momento del ricevimento della determina, la Regione ha già nominato il successore: è datata 29 dicembre 2015 la delibera di giunta che affida a Giuseppe Luigi Deligia l’incarico di guidare il consorzio negli ultimi mesi di vita. La replica della Regione sottolinea subito l’incongruenza: un commissario che sta andando via – e dimissionario da un anno – affida un incarico a una persona di sua fiducia, invece di lasciare libertà d’azione al suo successore, chiamato a valutare se tale incarico a pagamento sia necessario oppure no. Secondo la Regione non lo è per vari motivi. Ma soprattutto perché considerato incompatibile con la gravissima situazione economico-finanziaria in cui versa il consorzio. Talmente grave, sottolinea la Regione, che da tempo non vengono pagati gli stipendi ai dipendenti.

Basta sprechi. Non solo, la risposta della Regione si sofferma su alcune contraddizioni. Tra le cause che stanno facendo affondare il consorzio Zir nei debiti, ci sarebbero anche i compensi troppo alti. La Regione punta il dito contro gli elevati emolumenti percepiti dal direttore generale Salvina Deiana, che risulterebbero sproporzionati in rapporto alle funzioni svolte e anche agli obiettivi raggiunti. Tutto regolare, evidenzia la Regione, nel senso che la determinazione dei compensi è stata fatta su base contrattuale. Ma a infastidire, scrivono da Cagliari, è il fatto che lo stipendio risulta essere molto più alto rispetto a quello di professionisti pari grado che operano in altri consorzi Zir. Dunque, non solo secondo la Regione l’ex commissario Pasella ha sbagliato ad affidare l’incarico di consulenza alla dottoressa Deiana, ma avrebbe anche dovuto cercare di tutelare i conti del consorzio dando una sforbiciata agli stipendi.

Chi paga? C’è dell’altro, nella durissima risposta della Regione. Che si sofferma sul fatto che la dirigente è prossima alla pensione e domanda perché il commissario non abbia pensato di affiancarle personale della struttura che potesse assolvere ai suoi compiti, invece di affidare a lei un incarico come esterno. Ancora: il consorzio è in liquidazione dal 2008 e le sue funzioni si sono gradualmente ridotte: per questo motivo, e considerato che le casse sono vuote, sarebbe meglio utilizzare il personale dipendente. Infine: da dove arriverebbero i soldi per pagare la dirigente? Nella determina non è infatti indicata la fonte di copertura finanziaria. La conclusione è categorica: la determinazione dell’ex commissario deve essere annullata e a farlo dovrà essere il suo successore.

Poltrona vacante. C’è un problema: il successore di Pasella non c’è. Giuseppe Luigi Deligia non ha neppure disfatto le valigie. Il 17 febbraio ha presentato le dimissioni: è appena andato in pensione, dunque non può svolgere il ruolo di commissario liquidatore. In assenza di una nuova nomina, la dirigente pensionata Deiana dal 1 aprile sarà la nuova consulente del consorzio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative