Pds: «Si parli dei programmi»
Appello agli alleati perché le alleanze si costruiscano sui temi
CAGLIARI. A tenere banco nelle amministrative è ancora il toto alleanze. Una complicata alchimia di posizioni e sfumature. Le possibili vicinanze politiche diventano il cardine delle alleanze. E se il Pd riesce a litigare al suo interno sul perimetro a cui questi accordi si possono estendere, gli alleati mettono sul tavolo anche altri temi. Lo spunto arriva dal Partito dei sardi. Paolo Maninchedda nel suo blog lancia un tema quasi tabù. L’assessore mette sul tavolo un aspetto che non si è ancora sentito in campagna elettorale: i programmi. «Questi sono i paradossi del voler partire dalle esclusioni puttosto che dai programmi – scrive Maninchedda –. Prima le idee, prima gli obiettivi, poi le inclusioni piuttosto che le esclusioni, e queste ultime sono da stabilire sul programma. Faccio un esempio: se un candidato dichiara di non contemplare nel proprio orizzonte neanche il processo dialettico e democratico verso l’indipendenza, noi indipendentisti non potremmo averci a che fare. Ma su questi temi è anche bello contrapporsi, perché sono i temi della politica, non della ferocia». In altre parole con delicatezza Maninchedda mette in evidenza il fatto che le alleanze si dovrebbero costruire sui programmi e non viceversa. Per ora le campagne elettorali e tutti i tentativi di creare coalizioni sono stati fatti senza discutere prima di programmi condivisi che siano da base di un sostegno a un candidato sindaco.
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