La Nuova Sardegna

Finanziaria, approvata in commissione

Sì della maggioranza, secco no del centrodestra. Martedì 13 comincerà il dibattito in Consiglio

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CAGLIARI. La Finanziaria da 7 miliardi e 400 milioni è stata approvata dalla commissione Bilancio del Consiglio regionale. Alleggerita dagli emendamenti, almeno da quelli presentati dalla maggioranza, è stata licenziata a grande velocità in neanche due ore. Il centrosinistra ha votato a favore, l'opposizione contro. Nei prossimi dieci giorni il pacchetto contabile - Finanziaria, bilancio e documento economico - non rimarrà comunque in standby. I capigruppo di maggioranza continueranno nella ricerca dei milioni che ancora mancano per portare il tesoretto (o soldi da manovrare) fino alla quota auspicata di 25 milioni, ora non sono più di 18. Se la differenza non sarà trovata, potrebbe esserci anche il rischio di un passaggio in aula alla cieca. Mentre la minoranza sarà impegnata a scrivere la relazione da portare in aula. Stando alle previsioni, il dibattito dovrebbe cominciare il 15 marzo, col voto finale annunciato a ridosso di Pasqua.

La maggioranza. Fra i primi commenti quello del presidente della commissione Bilancio. «Sono soddisfatto - ha detto Franco Sabatini del Pd - del senso di responsabilità dimostrato dalla coalizione. Con il ritiro degli emendamenti, i tempi si sono ridotti. Ma la discussione non è ancora finita. Abbiamo preso l'impegno di trovare nuovi finanziamenti per il lavoro, la cultura e le università». Più che soddisfatto l'assessore al Bilancio. «Abbiamo risolto due problemi fondamentali - ha detto Raffaele Paci - l'aumento delle tasse che non ci sarà per il 2016 grazie ai 70 milioni recuperati, e quello delle politiche sociali con uno stanziamento di 41 milioni». Per aggiungere: «È comunque una manovra incentrata sul risanamento della sanità, abbiamo destinato 330 milioni in più per accompagnare il piano di rientro. Ma non solo: fra fondi europei , nazionali e regionali avremo un miliardo a disposizione per gli investimenti, la crescita e sostenere i primi segnali di ripresa»".

La minoranza. L'attacco è stato ancora una volta frontale. «Le nostre proposte costruttive - hanno scritto in un comunicato Alessandra Zedda e Ignazio Locci (Forza Italia) - sono state respinte, nonostante puntassero a recuperare ritardi e omissioni della Giunta. In aula, continueremo a opporci a una manovra assurda». Per Christian Solinas (Psd'Az): «La maggioranza ha dovuto scegliere la scorciatoia d'azzerare gli emendamenti perché continua a essere sfilacciata e litigiosa. A questo punto è chiaro: in aula navigherà a vista». Secondo Attilio Dedoni (Riformatori): «Solo con un trucco, il centrosinistra ha superato l'evidente incapacità di trovare un accordo. Ora ha scaricato sull'aula le tensioni interne ed è un'altra conferma di un fallimento annunciato».

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