La Nuova Sardegna

Concorso scuola, i candidati con la valigia

I sardi saranno costretti a viaggiare per sostenere l’esame. Proteste in Parlamento e in Consiglio

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CAGLIARI. Gli insegnati con la valigia stanno per ritornare. Si sa già che i candidati al prossimo concorsone del ministero dovranno viaggiare per forza. Quest’estate – la data precisa non c’è ancora – la Sardegna non sarà sede di nessuna prova scritta al computer e neanche degli esami orali. La decisione è del Governo, che non avrebbe individuato un «luogo idoneo» – è scritto sul sito ufficiale – per far svolgere nell’isola i test alle migliaia di aspiranti docenti sardi. Frae scuole d’infanzia, elementari, medie e superiori, sono duemila in posti fissi in palio per la Sardegna. La scelta di far viaggiare per forza i candidati è stata contestata alla Camera e al Senato dai parlamentari Luciano Uras (Sel)e Roberto Capelli (Cd), e in Consiglio regionale dal gruppo dei Cristiano popolari socialisti. I primi due hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro Giannini, in cui si legge tra l’altro: «Nonostante il concorso sia su base regionale, i candidati sardi dovranno sostenere la prova nella penisola e tra l’altro in piena estate, quando sarà ancora più difficile trovare posti liberi in aereo. E ancora: la prova scritta prevede l’utilizzo del computer, e per questo ci chiediamo come sia possibile che manchi in Sardegna un laboratorio d’informatica adatto per organizzare il concorso. Per questo chiediamo quali siano le iniziative del ministro per impedire un’evidente, ennesima, penalizzazione per i cittadini sardi».

Dello stesso tenore è anche l’interrogazione presentata da Pierfranco Zanchetta e dagli altri consiglieri del Cpc: «È inverosimile – si legge – che in Sardegna manchino o non si possano allestire sale attrezzate per il concorso. A questo punto la Regione deve pretendere chiarezza dal ministero, per evitare non solo l’aggravio di costi, ma anche l’ipotesi che molti candidati siano costretti loro malgrado a rinunciare al concorso». Si sa già che per gran parte delle discipline la sede sarà il Lazio, ma anche se la scelta dovesse ricadere su Roma e dintorni in estate non sarà comunque facile prenotare e acquistare biglietti aerei. Per alcune materie, ad esempio musica, geologia e tecnologia dei tessuti, il ministero potrebbe indicare invece anche altre regioni: Campania, Sicilia, Veneto e Toscana, con un’infinità di problemi in più per i prossimi insegnanti ancora una volta costretti a preparare la valigia. «Sarebbe inaccettabile», è scritto nell’interpellanza presentata in Consiglio regionale.

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